Inter, vetta ad un passo. Venezia espugnata con Calhanoglu e Lautaro

Rubrica ideata e curata dall’agente Fifa Sabatino Durante e dal direttore editoriale Raffaele Garinella. Pelo e contropelo ai protagonisti nerazzurri
27.11.2021 23:00 di Raffaele Garinella Twitter:    vedi letture

Venezia-Inter 0-2

Solida, compatta, forte. L'Inter doveva vincere ed ha vinto. Con piglio e determinazione, contro un avversario ostico ed in serie positiva. Chi si augurava un Biscione affondato in Laguna è rimasto deluso. I nerazzurri danno continuità ai risultati positivi contro Napoli e Shakhtar e si avvicinano alla vetta della classifica. Una serata positiva in cui l'unica nota stonata è rappresentata dall'infortunio muscolare di Darmian, la cui entità sarà da valutare.

Primo tempo. Molto bella, a tratti spettacolare. Uno, due tocchi, velocità di esecuzione. L'Inter del primo tempo è molto Inzaghiana. Turn over ragionato - Dimarco in difesa per Ranocchia, con Bastoni accentrato, Correa per Lautaro Martinez - stesso risultato. I nerazzurri prendono in mano le redini della partita e la controllano senza particolari affanni. Aggirano il Venezia come un ghepardo con una gazzella, lo sfiniscono, poi colpiscono con Calhanoglu, uno degli uomini più in forma dell'Inter. Il vantaggio si materializza dopo trentaquattro minuti, quando ormai il Venezia stava pregustando lo 0-0 prima del thè. Brozovic serve Correa che viene anticipato da Busio. Il pallone finisce a Calhanoglu che dal limite fredda Romero. Imprendibile il tiro di Calha che viaggia a 102 chilometri orari. Un gesto tecnico davvero notevole. 
 

Secondo tempo. L'Inter fa accademia limitandosi al controllo degli avversari. Sfiora il raddoppio con Skriniar - salva sulla linea Habs - poi assiste ai cambi camaleontici di Zanetti che trasforma la sua squadra rendendola estremamente offensiva. Si aprono spazi che l'Inter non sfrutta anche per la bravura tra i pali di Romero. L'estremo difensore nega a Dimarco e Lautaro la gioia del gol. Non può nulla l'estremo difensore sul calcio di rigore che chiude l'incontro. Haps tocca con la mano e per Marinelli è rigore, complice l'aiuto corretto del Var. Lautaro Martinez scaraventa con rabbia il pallone in rete. È un'Inter bella e cinica al tempo stesso. Una serata che proietta i nerazzurri alle spalle di Napoli e Milan e lancia l'ennesimo chiaro segnale al campionato: chi vorrà scucire il tricolore dalle maglie nerazzurre dovrà tribolare parecchio.
 

Il simpatico buffetto. Calhanoglu va in rete per la terza partita di fila stabilendo un piccolo record personale. Il centrocampista turco sta proseguendo nel percorso di perfezionamento nel ruolo di mezzala. Quantità e qualità perfettamente bilanciati. Lautaro Martinez entra molto bene in campo. Romero gli nega la gioia del gol in due occasioni, ma nulla può sul penalty che El Toro scaraventa in rete con chirurgica precisione. 

Le rasoiate. Nessuna bocciatura, solo una piccola rasoiata per Vecino. Il centrocampista uruguaiano chiede spazio. Lo comprendiamo, si tratta di un calciatore importante. Potrebbe fare molto di più di quanto visto a Venezia. Ha qualità indiscutibili. Correa è entrato nell'azione del gol, ma a parte questo la sua partita non è stata esaltante. Anche lui può fare più di quanto visto al Penzo.