Genoa Inter servirà a consolidare ulteriormente i nuovi meccanismi, ma con dubbi e rischi diversi rispetto alla gara con il Bologna

Genoa Inter si preannuncia come la sfida necessaria per consolidare le proprie sicurezze tattiche e fisiche. La partita contro il Bologna ha dato delle risposte positive al tecnico di Certaldo, soprattutto tramite Karamoh e Rafinha oltre alla continua presenza di Cancelo. Inedita anche la posizione di Perisic, molto spesso accentrato e a fungere da mezzala piuttosto che da esterno di attacco. Scelta che dal punto di vista tattico si è rivelata perfetta, soprattutto perché il croato ha svolto un ruolo di equilibratore in entrambe le fasi. Le sue doti fisiche sono innegabili e le capacità di effettuare chiusure dopo settanta metri di corsa ne sono la prova. Che sia il 20° minuto o il 90° per lui non fa differenza; nemmeno un infortunio alla spalla lo ha fermato, ma solo rallentato e mettendolo al pari dei suo inseguitori.

I punti di forza del Genoa

Da quando è arrivato Ballardini il Genoa ha acquisito maggiore sicurezza nei propri meccanismi. Nessun gioco spumeggiante, ma una solidità difensiva ritrovata grazie auna maggiore disciplina tattica. Il modulo maggiormente utilizzato è il 3-5-2 con gli esterni a viaggiare su tutta la fascia e con grande densità in mezzo al campo. Se i nerazzurri dovessero pensare di posizionarsi con il 4-3-1-2, si creerebbe una situazione di inferiorità proprio sugli esterni in fase difensiva. Una possibilità per coprirsi meglio potrebbe essere quella di un arretramento del trequartista con conseguente allargamento della mezzala sinistra o destra (come lo è stato Perisic contro il Bologna) per creare una sorta di 4-4-2.

Le scelte obbligate di Spalletti

In casa nerazzurra la rosa non ha quella profondità necessaria per creare delle alternative al gioco che spesso è stato monocorde. Si aggiunga poi che la condizione fisica di Rafinha non sia ottimale e che Brozovic con quel gesto plateale, non sia molto tranquillo e concentrato. Come risolvere il problema? da un lato potrebbe esserci la riconferma di quanto visto con gli emiliani; dall’altro si potrebbe pensare all’inserimento di Candreva. L’ex Lazio potrebbe infatti svolgere quella funzione di equilibratore che già in passato avrebbe fatto, ricalcando i compiti del numero 44. Ne gioverebbe anche la convivenza con Cancelo che avrebbe spazio per scendere sulla fascia grazie anche a uno speciale feeling con Karamoh. L’equilibrio in tutto questo sistema ancora sarebbe abbastanza debole e molto dipenderà dalla capacità di organizzarsi rapidamente nelle transizioni.

Ritmo Champions e le preoccupanti statistiche fuori casa

I nerazzurri sono ancora in corsa per accaparrarsi un posto in classifica che valga la qualificazione in Champions, ma basta un piccolo intoppo che da terzi si rischia di passare a quinti. La Lazio ha subito due brusche frenate con Napoli e Genoa consentendo proprio all’Inter di piazzarsi terza, subito braccata dalla Roma. Sarà sicuramente un testa a testa avvincente in cui le energie, soprattutto quelle mentali, dovranno essere ben dosate. A Marassi non sarà assolutamente un passeggiata come tra l’altro non lo è stato nemmeno all’andata a San Siro. la vittoria era arrivata in quel frangente grazie a un gol di D’Ambrosio da calcio d’angolo nei minuti finali del secondo tempo. La prestazione non era stata particolarmente spumeggiante anche per via del fatto che gli esterni erano stati sempre doppiati oppure costretti a rincorrere verso dietro.

Ironia della sorte, anche in quel caso a sbloccare la situazione era stato il giovanissimo Karamoh che, con un tiro dalla distanza, aveva provocato il corner tramutato in gol subito dopo. Proprio l’imprevedibilità del francese poi, aveva provocato un’espulsone decretando la superiorità numerica dei suoi fino al termine del match. In relazione anche alle ultime scelte, pare quasi scontato l’utilizzo dell’ex Caen che però, per come già espresso da Spalletti, per poter rendere al massimo dovrà avere un sistema attorno a lui per proteggerlo.

Vincere per continuare a vincere

Arrestare ancora una volta la marcia, oltre alla possibilità di perdere terreno nei confronti delle rivali, significherebbe anche aggravare il peso della cosiddetta crisi di risultati. Errori come quello di Miranda che ha provocato poi il gol di Palacio, possono essere letti sia come una banale casualità, ma anche come un problema di eccessiva tensione e di approccio alla gara. La spensieratezza di inizio stagione in questo momento sembra un po’ essere venuta meno e per uno spogliatoio ancora acerbo e in via di formazione, la partita di Genova potrà essere importante proprio per aggiungere autostima e consapevolezza per raggiungere il traguardo.

(redatto in collaborazione con Matteo Mazzetto e Simone Politi)