(GdS) Addio Antonio Angelillo, l’uomo che scoprì Javier Zanetti

Ci ha lasciati Antonio Angelillo

Venerdì cinque gennaio ci ha lasciati, a 80 anni, Antonio Angelillo. La notizia è stata divulgata “in ritardo” per volere dei familiari. Era stato ricoverato mercoledì tre nella notte al pronto soccorso del policlinico le Scotte.

L’exploit nella Copa America del 1957, assieme a Sivori e Maschio, lo portò dal Boca Juniors all’Inter. In nerazzurro non vincerà nessun trofeo ma riuscì, nella sua seconda stagione (1958/1959), a siglare il record di gol in un campionato a 18 squadre con 33 reti ed eguagliare il record di Meazza di reti in una stagione con la maglia dell’Inter, 38. L’angelo con la faccia sporca. Bellissimo sul campo quanto nella vita fuori dal campo. Forse qualche vizio di troppo, tra cui un “amore” per la ballerina di night Attilia Tironi (nome d’arte Ilya Lopez). Dopo quattro stagioni venne venduto alla Roma con una clausola che impediva alla Roma di cedere il giocatore a Juventus, Milan e Fiorentina.

La carriera dopo il calcio

Dopo aver giocato la sua ultima stagione con l’Angelana iniziò la propria carriera da allenatore che ebbe il culmine con la guida dell’Arezzo. Con i toscani riuscì a vincere una Coppa Italia serie C e riportò, dopo 7 anni, la squadra in Serie B sfiorando addirittura la promozione in A. Finita la propria carriera da allenatore ha continuato a vivere ad Arezzo mentre per l’Inter svolgeva il compito di osservatore in Sud America dove scoprì e portò a Milano due colonne portanti: Javier Zanetti ed Ivàn Ramiro Còrdoba

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