(ID), Burdisso, pt.1: "Rissa al Mestalla? Navarro fortunato. Ora si apre un ciclo"

Nicolas Burdisso ha parlato con noi all'interno del nostro podcast "I Gemelli and Saba", in cui ha svelato tantissimi aneddoti
29.04.2021 22:16 di Gianfranco Rotondo   Vedi letture

Nuovo grandissimo appuntamento con il podcast di Inter Dipendenza, “I Gemelli and Saba”, con i nostri giornalisti Raffaele Garinella, Mario Spolverini e Sabatino Durante. L’ospite di questa sera è stato un grande ex difensore nerazzurro, che ha vinto tanto con l’Inter, come Nicolas Burdisso.

Ecco le sue parole:

Sulla SuperLega: “Ha vinto il calcio e i tifosi. Ha vinto l’etica e la morale sportiva. A me lasciavano perplesso tante cose ed è stato pazzesco vivere quel lunedì. Ci sono cose che non sono misurabili che sono i tifosi. Addirittura le squadre inglesi, che sono state le prime ad abbandonare, hanno chiesto scusa ai tifosi. La cosa più giusta mi sembra avere una competizione che abbia un merito sportivo”.

Sulla rissa al Mestalla: “Ricordo quella serata. E’ stata più genuina di quello che si potrebbe immaginare. C’è stata una “battaglia” iniziata a San Siro con il 2-2, noi eravamo vicini allo scudetto. Io avevo avuto qualche battibecco con qualche avversario del Valencia, anche se quando è finita la partita era tutto finito. Certo, poi al Mestalla quando è arrivato David Navarro, non si è potuto dire questo. La sua fortuna è che è riuscito ad entrare negli spogliatoi perché altrimenti ci sarebbe stata una rissa che avrebbe coinvolto anche i tifosi. Ricordo Cruz e Cordoba rincorrerlo. Quella fu una settimana particolare e non mi ha fatto bene”.

Il più bel ricordo all’Inter: “Il ricordo più bello è quando ritornai in campo dopo la malattia di mia figlia in cui vincemmo con il Livorno per 5-0 nell’ottobre 2005. Sono stati 5 anni molto intensi, ero in uno dei club più importanti al mondo. E poi avevamo iniziato un ciclo, si percepiva. Non giocavamo bene, ma con Mancini lo percepivamo”.

Sullo scudetto: “Non è un’attesa interista, è troppo tranquilla. Si poteva soffrire di più (ride, ndr). E’ una squadra molto forte che segue l’allenatore e speriamo che si possa far bene anche in Europa. Penso che con questo scudetto si sia già aperto un ciclo, anche perché l’anno scorso l’Inter è arrivata in finale di Europa League dimostrando grande mentalità”.