Esclusiva ID - Vanni: “Ecco quando e a quanto Suning venderà l’Inter”

Il giornalista de La Repubblica parla del futuro dei nerazzurri. E sottolinea come ci sia una variabile che farebbe aumentare il valore della società
08.09.2021 07:05 di Matteo Gardelli   vedi letture
Fonte: Interdipendenza

Tutte le storie umane hanno un inizio e una fine. Prima o poi, quindi, anche Suning venderà l’Inter. Sono state cedute proprietà storiche come il Manchester United in Inghilterra o gli stessi nerazzurri da Massimo Moratti. L’unica proprietà che non lascerà mai il ‘colpo’, credo, sarà la famiglia Agnelli con la Juventus”.

A parlare, in esclusiva per Interdipendenza, è Franco Vanni: 39 anni, è cronista de La Repubblica e docente al master in giornalismo all’università Cattolica di Milano. Dalla sua analisi emerge come Suning cederà l’Inter “quando verrà fatto il prezzo giusto e in questo senso - sottolinea - si può legare la vicenda con quella del nuovo stadio. Elliot, in maniera scoperta e senza fraintendimenti, sta spingendo molto su questo capitolo. D’altronde si è ritrovato il Milan dopo un debito non pagato e vuole venderlo a una cifra superiore. Suning non è in una situazione molto diversa. L’unico elemento che può far schizzare in alto il prezzo delle società è un grande progetto. Un nuovo stadio può infatti portare maggiori entrate e può consentire soprattutto uno sviluppo immobiliare dell’area”.

Inciso: sul progetto manca ancora l’ok definitivo. E, si sussurra, potrebbe essere per ora tutto in stand by. Motivo? Le elezioni comunali che si terranno a Milano il prossimo ottobre. Nelle scorse ore è poi intervenuto sulla vicenda anche l’attuale sindaco, Giuseppe Sala. Le sue parole hanno escluso la possibilità di avere due impianti: quello nuovo e l’attuale ‘Giuseppe Meazza’: “Il costo per mantenere lo stadio è enorme e se dicessimo che il vecchio San Siro lo utilizziamo per le nazionali, voglio vedere le altre città come rispondono. Una struttura così importante deve essere utilizzata. L’unica cosa che mi sentirei di escludere è l’utilizzo dei due stadi”.

Vanni ricorda come, nei mesi scorsi, alla famiglia Zhang sono state già recapitate valutazioni per l’Inter: per esempio quella fra i 600 e i 700 milioni del fondo BC Partners ma da Nanchino hanno sempre declinato. Per questo motivo il docente della Cattolica rimarca come “Suning venderà quando riterrà adeguata un’offerta. Poco tempo fa, non dimentichiamocelo, chiedeva circa un miliardo per l’Inter. Un miliardo, però, nessuno era disposto a investirlo al tempo con la presenza in rosa di Romelu Lukaku e Achraf Hakimi, figurarsi ora che sono stati venduti per circa 175 milioni”. Il giornalista fa dunque emergere il vero problema che abbraccia (o forse meglio dire stritola?) il calcio italiano: “Il patrimonio delle squadre, non solo quello dell’Inter, viene valutato soprattutto con i cartellini dei giocatori e poi con gli introiti dei diritti televisivi. L’unica eccezione? La Juventus perché ha lo stadio di proprietà, il centro della Continassa e l’hotel. Non solo. Ha acquistato anche un’area sulla quale vuole dare il via a uno sviluppo commerciale”. Per questi motivi è difficile, secondo Vanni, che l’Inter “di colpo venga valutata un miliardo. Dovrebbe vincere la Champions ma, in prospettiva, non basterebbe neanche”. Ecco perché il docente della Cattolica sottolinea nuovamente come “l’unica cosa che farebbe schizzare in alto il prezzo, è la questione stadio. Se io so che comprando l’inter, posso anche procedere a uno sviluppo immobiliare in un’area di Milano, allora il discorso cambia”.

Oltre alla lentezza del progetto, non bisogna infine dimenticare un’altra variabile: “Gli Zhang hanno recentemente ribadito che non sono intenzionati a cedere l’Inter. Hanno cambiato idea? Non lo sappiamo. Ripeto: Suning cederà la società quando arriverà l’offerta ritenuta giusta, un’offerta - conclude il giornalista de La Repubblica - che sarà anche sufficiente a ripagare il debito: perché, non dimentichiamocelo, andranno rifinanziati i bond e sulla holding grava anche il debito con Oaktree. Per ora c’è una certezza: grazie al fantastico lavoro della dirigenza italiana, fra cessioni e sponsor, l’Inter è vicina alla sostenibilità”.