(ID) Federico Enrichetti, dal rapporto con Zanetti alla Fondazione Pupi

Enrichetti si racconta, tra Zanetti, Pupi e cimeli sportivi

Federico Enrichetti, volontario della Fondazione Pupi, ha risposto alle nostre domande. Vari gli argomenti toccati, dal rapporto con Zanetti, al suo impiego per la fondazione, sino ad arrivare alla sua più grande passione, il collezionismo di cimeli sportivi.

Per rompere il ghiaccio, una domanda semplice: ci spiega il suo lavoro?

“Il mio vero lavoro è la gestione del ristorante Botinero a Milano, nel tempo libero sono anche un volontario dell’associazione PUPI e collezione cimeli sportivi”.

Lei è membro volontario dell’associazione Pupi, come ha avuto l opportunità di esserlo?

“Ero presidente del primo Inter Club intitolato a Javier Zanetti, il primo in tutta Italia, ora ne esistono circa 70. Ho inziato a conoscere Javier quando muoveva i primi passi all’Inter, verso la fine degli anni 90, per via delle iniziative legate al club, sino al 2001, quando è nata la Fondazione PUPI. Io fui uno dei primi collaboratori, a quel tempo studiavo, e l’attuale vice presidente mi chiese se avessi avuto voglia di dedicare del tempo, non ci pensai due volte”.

Qual è il suo ruolo all’Interno dell’associazione?

“All’interno dell’associazione mi occupo delle aste su dei cimeli sportivi. Su Ebay metto le inserzioni degli oggetti che vengono battuti all’asta, gestendo tutta questi movimenti, dalle
fotografie alle spedizioni. Non posso considerarlo neanche un lavoro faticoso, dato che sono a contatto con la mia passione, le maglie da calcio e tutto ciò che proviene dagli spogliatoi e dal
campo. E’ meraviglioso, in caso tu sia un appassionato, vedere le reali differenze tra le divise che utilizzano in campo e quelle che vengono vendute negli store”.

Il suo rapporto con Zanetti?

“Con Zanetti ho un rapporto meraviglioso, di grande amicizia, è stato padrino di mia figlia ed io ho fatto lo stesso per lui. Si può dire però che il legame d’amicizia più forte, inizialmente, l’ho stretto con Paula, sua moglie. Seguivo l’Inter anche nelle trasferte più remote, ovunque, proprio sulle tribune, tra un caffè ed un altro è nato questo splendido rapporto”.

Ha interazioni anche con la società Inter? Che impressione ha?

“Rapporti diretti no, ma ho avuto modo di conoscerla, di conoscere i suoi dirigenti. Ad esempio, quando la Primavera ha trionfato a Viareggio, sono venuti a festeggiare nel mio ristorante, al Botinero, con loro alcuni esponenti della dirigenza, come Ausilio e Antonello. Ho un’ottima impressione, stanno investendo molto bene, ricercando sponsor facendo crescere il brand anche in Cina, dove la l’Inter sta riscuotendo un successo pazzesco. La scoperta di nuovi mercati, quelli asiatici, è fondamentale al giorno d’oggi per lo sviluppo. Basti pensare che la maglia dei 110 anni, venduta in edizione limitata in soli 110 esemplari è terminata nel giro di poche ore, quasi tutti acquirenti cinesi. Per poterla avere ho dovuto chiedere ad un mio amico che cinese di prenderla
anche per me. Ovviamente i risultati sportivi non sono ancora arrivati, ma per quello c’è tempo, la gestione è alle prime armi, non si può pretendere che la vittoria arrivi subito, ma ci sono delle ottime basi. E’ normale, con tutte le presidenze i primi anni sono di assestamento. Se la domanda è rivolta al fatto che vorrei vedere una proprietà italiana in stile Moratti, la risposta è sì, ma certamente non disdegno la nuova, è evoluzione ci stiamo dirigendo verso il futuro”.

Lei ha una collezione di maglie incredibile, tutte indossate dai giocatori. Come si è sviluppato la sua passione e com’è il rapporto con questi cimeli?

“La mia collezione vanta più di 7000 maglie, tutte indossate dai calciatori. Per me è una passione infinita, indescrivibile. Poichè non c’è soltanto il mero oggetto, ma dietro di esse c’è un significato, una storia. Come per esempio quella dello Zaire, ai mondiali, nella gara contro il Brasile la barriera non faceva battere la punizione ai sudamericani per paura di prendere gol. Gli africani furono minacciati di morte dal maresciallo-presidente al potere dello stato, se avessero perso con più di 3 gol di scarto. E’ un mondo che amo esplorerà. Altra cosa fondamentale è che la collezione non ha un inizio ne una fine, dunque sono sempre
stimolato a cercare nuove maglie e nuovi cimeli”.

La meravigliosa collezione di Federico, visibile cliccando il link sottostante:

http://www.soccerstuff.it/soccerstuff/db.nsf/home?openform

Written by Luca Leoni

Appassionato e conoscitore di pallone, amo scrivere e parlare di calcio. Ho un sogno nel cassetto: diventare telecronista.

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