Sarri vs Conte: per le stelle cadenti della Juventus alla stampa manca il cannocchiale

Le parole di Maurizio Sarri di ieri sera dopo la sconfitta contro l'Atletico Madrid dicono molto. Chi non dice quasi niente invece
11.08.2019 16:30 di Mario Spolverini   Vedi letture

 "Paulo? Quello che dico io conta zero …In ogni caso, dobbiamo tagliare sei giocatori per la lista Champions. E la nostra è una situazione difficile, quasi imbarazzante: rischiano di rimanere fuori giocatori di altissimo livello". Immaginiamo la soddisfazione di Agnelli e Paratici dopo queste dichiarazioni di Sarri ieri sera dopo la sconfitta nell’ultima di ICC contro l’Atletico Madrid.

Il primo effetto di queste parole è la dimostrazione matematica di un fatto già sospettato da molti: Dybala è già diventato per la Juve una rogna più grande di quanto  Icardi lo sia per l‘Inter. Se sull’ ex capitano nerazzurro  società e allenatore hanno marciato d’amore e d’accordo nel considerarlo fuori dal progetti, le parole del tecnico bianconero dimostrano in maniera lampante che dentro le mura riservate della Continassa è già in atto uno scontro al calor bianco. Sarri vorrebbe tenere Dybala, lo vede come “falso nueve” utilissimo a creare spazi per CR7 e per formare con lui una coppia avanzata dal tasso tecnico enorme. Ma ci sono le ragioni di bilancio che premono, di fronte alle quali, appunto, quello che dice lui conta zero.

Il secondo effetto richiama anch’esso quanto sta succedendo in casa nerazzurra. Lavando i panni in pubblico, Sarri compie lo stesso “delitto” di cui sono stati accusati i vertici nerazzurri con Icardi, ovvero una svalutazione patrimoniale automatica di Dybala e forse non solo di lui. Mai data fu più azzeccata, il 10 agosto, la notte delle stelle cadenti, per disegnare il percorso di Dybala da “meglio di Messi” a esubero ingombrante.

A dire la verità a questo ci aveva già pensato Paratici nei giorni scorsi, offrendo la Joya a prezzo di saldo pur di seminare zizzania in casa nerazzurra durante le ore calde della trattativa per Lukaku, ma un conto sono i segreti di un’operazione di mercato, tutt’altro è sentire il proprio mister che si esprime in maniera così chiara davanti ai giornalisti.

Quando parla di “situazione difficilissima, imbarazzante” Sarri inoltre svela anche altro. Ad esempio che questo scenario molto probabilmente non era stato affrontato al momento del suo ingresso nel mondo bianconero, o comunque che lo fosse stato senza rendere edotto il nuovo mister di tutti i possibili risvolti. Un tecnico nuovo, proveniente dall’estero, alla sua prima esperienza in vero top club mondiale, messo di fronte a criticità gestionali che non  rientrano nelle sue competenze ma di cui li subisce tutti gli effetti negativi.  Scenario del tutto diverso dall’Inter, dove Conte fu messo a conoscenza di tutto ben prima della firma che lo legava ai nerazzurri.

Un quadretto niente male, che dimostra una volta per tutte che la posta in gioco di Lukaku alla Juventus per Dybala e Mandzukic  non era solo rompere le scatole all’Inter o prendere un signor giocatore ma la panacea per il bilancio bianconero, lasciando all’Inter la gatta da pelare Icardi.

Non è andata così. Ma la grande stampa nazionale sembra non accorgersene, leggendo i resoconti odierni sembra che nessuno di loro abbia avuto un cannocchiale per guardare le stelle (bianconere)  che cadono, ferme  a suonare le campane ed elevare peana per la magnificenza dell’astuzia bianconera dimostrata gettando l’ancora di salvataggio alla Roma cosicchè Pallotta e Petrachi potessero avere il coltello dalla parte del manico per trattare la cessione di Dzeko.

Una stampa così rischia di diventare un problema “di sistema”, il calcio italiano è già abbastanza mal messo di fronte ai competitor internazionali e questo atteggiamento generale degli addetti ai lavori, con pochissime eccezioni, non fa altro che acuire le sofferenze che nascono, innanzitutto, dalla mancanza di credibilità.

E poi si lamentano di fronte ai numeri che parlano di crollo delle vendite. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso, e buon ferragosto a tutti.