L’Inter convince, la società che cambia musica un no, i tifosi confermano

Tante novità ieri sera a San Siro. La prima di Conte, Romelu Lukaku, una squadra ed una mentalità diversa da quella degli anni scorsi. Ma non solo
27.08.2019 19:50 di Mario Spolverini   Vedi letture
Fonte: Gazzetta.it

Inter Lecce verrà ricordata certo come la prima partita dell’era Conte, ma a ben vedere ieri sera a San Siro si è consumata un’altra grande novità, la giubilazione di "Pazza Inter Amala". La modernizzazione e la rottura con il passato, secondo la dirigenza nerazzurra,  passa dunque anche attraverso l’eliminazione di un canto semplice ma che per anni ha rappresentato in tutto il mondo e in tutti gli stadi l’Inter ed i suoi tifosi. 

La Gazzetta dello Sport ha colto questo aspetto:  “Il nuovo corso nerazzurro è invece un taglio profondo e netto col passato. Basta con la "pazza Inter", quella bella ma discontinua, spettacolare ma che fa soffrire, troppo. E quindi basta anche con l'inno "Amala" (quello forse più amato dei tifosi) che ne esaltava il Dna di follia e adrenalina pura. A San Siro, da ieri in poi, quel ritornello così orecchiabile non si sentirà più. È andato in soffitta. Ora si deve vincere. Punto. E per farlo serve curare tutti i dettagli, anche quelli che sembrano marginali.

 E per capire bene le reazioni dei tifosi, la Gazzetta ha lanciato un sondaggio chiedendo ai lettori: A San Siro non suonera' piu' "Pazza Inter amala": siete d'accordo con la decisione della societa' nerazzurra? 

Fino ad adesso hanno risposto circa 2600 tifosi, il 70% dei quali circa esprime la sua contrarietà alla giubilazione del coro che, un ricordo su tutti, segnò le serate indimenticabili del maggio 2010.  Per la gran parte del popolo nerazzurro “Amala” è un pezzo di storia, dell’Inter e della loro.  

La volontà di far uscire dai canoni della comunicazione e della rappresentazione del  brand societario l’immagine della Pazza Inter, sarà certamente  stata valutata con grande attenzione dai responsabili, sulla base dei canoni del marketing  e delle sue ragioni scientifiche ed economiche. Ma ciò non toglie che la scelta vada a toccare corde sensibili, molto sensibili per tanti tifosi.