La professionalità di Conte brilla sotto una stella che non si può offuscare

Twitter: @RGarinella
16.10.2019 08:00 di Raffaele Garinella   Vedi letture

La ruggine consuma il ferro in un processo graduale e costante molto simile - per certi aspetti - a quello che deve aver colpito numerosi tifosi juventini all'indomani del passaggio di Conte all’Inter. Da parte di Conte non c’è mai stato spazio per il rancore. I suoi ex tifosi - naturalmente non tutti - non lo hanno ripagato come avrebbe meritato, ma il tifo - qualche volta - obnubila la ragione e porta a dimenticare eventi che neanche lo scorrere del tempo potrà mai offuscare. Si pensi alle stagioni in cui- emulando Virgilio con Dante - Conte è riuscito brillantemente ad esfiltrare la Juventus dalla selva oscura e tortuosa in cui si era impelagata dopo stagioni anonime.

“Un domani - dichiarazione di Conte riferita ai tempi bianconeri - se dovessi allenare Inter o Milan, ne sarei il primo tifoso. Perché sono un professionista”

Conte è persona intelligente, empatica e concreta, e lo dimostra ogni giorno. Non ha mai perduto il proprio tempo ad innaffiare vecchi sogni - parte di un passato che nessuno potrà cancellare - ma ha preferito piantare nuovi semi per far sbocciare ulteriori traguardi dal raggiungere. Chi ha proposto di rimuovere la stella dallo Stadium, avrebbe dovuto argomentare una tesi che - sinceramente - non presenta credibilità alcuna. Partorendo un’idea del genere - rimasta fortunatamente ad uno stato di embrionale assurdità - si è mancato di rispetto a chi ha cominciato il percorso che ha portato in dote ben otto scudetti consecutivi. Conte ne ha vinti tre ed ha stabilito - guarda un po’ - il record dei 102 punti. I tempi andati - seppur gloriosi - non vanno rimpianti. Quella è prerogativa di chi ha poca memoria e tende - con un’analisi poco lucida - a ricordarli male. Non è il caso di Conte - come qualcuno avrebbe lasciato intendere dopo la recente sconfitta contro la Juventus - che il passato neanche lo rinnega, ma lo archivia come solo i vincenti sanno fare. Il presente si chiama Inter, ed è tutto da costruire. Conte è felicissimo di essere in nerazzurro, e spenderà tutte le energie di cui dispone per condurre l'Inter al successo. Servirà tempo per raggiungere l'attuale Juventus che - all'ombra della Mole non devono dimenticarlo - lo stesso Conte ha contribuito a rendere - in questo momento - la squadra più forte d'Italia.  

I detrattori di Conte dovrebbero sapere che le stelle collocate allo Stadium rappresentano un dono ad perpetuam rei memoriam. Dormano pure sonni tranquilli, Conte è proiettato esclusivamente al presente. Nessuno meglio di lui può sapere che a cose eccelse si giunge per vie difficili. Per angusta ad augusta, con i colori nerazzurri, naturalmente.