L’Inter vince, Correa segna, Inzaghi sogna. Le chiacchiere agli altri

28.08.2021 12:00 di Raffaele Garinella Twitter:    vedi letture

Inzaghi piace. Per atteggiamento propositivo e positivo, per dedizione alla causa, perché antepone il noi all’io. Immaginiamoci un qualsiasi altro allenatore al suo posto. Un Mister X a cui tolgono Hakimi e Lukaku. Sicuri che avrebbe detto le stesse cose - e con ferma convinzione - di Inzaghi? Ci sia consentito più di un dubbio. 

Dubbi ne abbiamo anche in merito al presunto indebolimento della rosa. Partito Lukaku - felici che abbia coronato il sogno di vestire la maglia di una delle squadre per la quale tifava da bambino - sono arrivati Dzeko e Joaquin El Tucu Correa. Non siamo così arroganti da trarre conclusioni affrettate e ci affidiamo alle risposte del campo. Quelle che ci hanno fatto estremamente godere per la doppietta del Tucu a Verona. 

Se l’Inter si è indebolita, la Juventus senza CR7 ha fatto altrettanto? Qualcuno affermerà di no, magari aggiungendoci che con i vari Kean, Scamacca, Icardi e chi più ne ha, più ne metta, la Vecchia Signora acquisirà maggiore imprevedibilità. Anche in questo caso sarà il campo a stabilire se la Juventus, senza l’uomo che in bacheca ha più Champions League della squadra che l’ha comprato per sperare di vincerla, si è indebolita o meno. 

Quello che scriviamo noi, che all’equilibrio teniamo, è che il ragionamento fatto per l’Inter - più debole senza Lukaku - deve valere per tutti. Anche per chi perde - tecnicamente un uomo da trenta gol a stagione. E questo esula da qualsivoglia ragionamento economico. Altrimenti è meglio lasciar parlare il campo. Come ha fatto El Tucu Correa. Quanto ci ha fatto godere. Nella bella Verona, oh Joaquin, Joaquin, perché sei tu, Joaquin? 

Così è (se vi pare).