Inter, new revolution?

06.02.2019 17:15 di Luciano Oggiano   Vedi letture
<div id="videoincontent"></div><div id="toc_container" class="no_bullets"><p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><ul class="toc_list"><li><a href="#Gia_visto_questo_film8230"><span class="toc_number toc_depth_1">1</span> Già visto, questo film…</a></li><li><a href="#Dal_risorto_Brozovic_un_messaggio_a_Perisic"><span class="toc_number toc_depth_1">2</span> Dal risorto Brozovic, un messaggio a Perisic</a></li><li><a href="#E_gli_altri8230"><span class="toc_number toc_depth_1">3</span> E gli altri…</a></li><li><a href="#La_nave_nerazzurra_beccheggia_nella_tempesta_d8217inverno"><span class="toc_number toc_depth_1">4</span> La nave nerazzurra beccheggia nella tempesta d’inverno</a></li><li><a href="#Spallettino_torni_a_bordo_c8230o"><span class="toc_number toc_depth_1">5</span> Spallettino, torni a bordo, c….o!</a></li></ul></div><h2><span id="Gia_visto_questo_film8230">Già visto, questo film…</span></h2><p>Sembra surreale ma accade. All’<strong>Inter</strong>, negli ultimi 10 anni si registra forse il record dei rimpasti a campionato in corso, almeno per quanto riguarda la panchina. Si, già visto, questo film. E anche come va a finire ormai lo sappiamo tutti: new revolution, neverending story. Lasciamo stare i polveroni alzati dai media e dalla stampa sportiva, che quando c’è da sparare sulla croce rossa a bande nerazzurre ci si diverte un sacco. E lasciamo agli arguti opinionisti una risposta a certe ovvietà come “l’<strong>Inter</strong> non vince nulla da 8 anni”. E gli altri, visto che non si chiamano tutti <strong>Juventus</strong>, cosa hanno vinto?  Ma guardiamo senza gli occhi del tifoso a quanto sta emergendo in casa <strong>Inter</strong>: pare che ancora una volta tiri aria di smobilitazione, il “rompete le righe” di mezza squadra è attendibile o no? Vediamo chi potrebbe rientrare nella mezza squadra (abbondante) in questione: <strong>Perìsic</strong> capofila è appurato, poi <strong>Candreva</strong>, <strong>Vecino</strong>, <strong>Vrsaliko</strong>, <strong>Nainggolan</strong>, <strong>Miranda</strong>, <strong>Joao Mario</strong> (?) <strong>Gagliardini</strong>, <strong>B.Valero</strong>, <strong>Ranocchia</strong>…e anche <strong>Spalletti</strong>.</p><div style="margin:10px 0;text-align:center" id="div-gpt-ad-INTERDIP-Mob_ART-Corpo-300x250-BTF"></div><h2><span id="Dal_risorto_Brozovic_un_messaggio_a_Perisic">Dal risorto Brozovic, un messaggio a Perisic</span></h2><p><strong>Perisic</strong> pare si sia cacciato nel cosiddetto “cul de sac”, un vicolo cieco che potrebbe sfociare sia nella cessione in <em>Premier L.</em>, sia in permanenza all’<strong>Inter</strong> a dispetto di alcuni. Ma perchè ha rotto quel filo conduttore che, dai mondiali, lo aveva lasciato immaginare come top player nel successivo campionato? Non so se sia stato sufficiente quel mormorio, ripreso e sottolineato da molti addetti ai lavori, secondo cui avrebbe manifestato desiderio di giocare in <em>Premier</em>. Possibile che si sia reso conto di aver deluso le aspettative dei tifosi, oltre che le sue stesse. Rendimento e dedizione al sacrificio piuttosto scarsi, sicuramente non in linea con i veri valori del suo standard qualitativo. Preso atto intimamente di questa realtà, tenta di togliersi d’impiccio cercando un riscatto su altre verdi terre. Forse giustifica il suo pur legittimo desiderio con l’idea che potrebbe essere la sua ultima chance, per via dell’età non più verdissima? E va bene, se arrivasse l’offerta degna. Ma se invece non arriva? Cosa gli impedisce di interpretare a suo uso e consumo il messaggio del risorto connazionale <strong>Brozovic</strong>, anche lui dato per spacciato in estate e poi rivalutato come faro della mediana?</p><div id='div-gpt-ad-INTERDIP-Mob_ART-Title-300x250_ATF' style='text-align:center;margin:10px 0'></div><h2><span id="E_gli_altri8230">E gli altri…</span></h2><p>Se sarà una <em>new revolution</em>, gli indiziati sono ormai noti. <strong>Candreva</strong>, un buon contributo nei primi due campionati, ma <strong>Politano</strong> ne ha decretato l’ammaina bandiera, e lui deve averlo capito. <strong>Vecino</strong>,  uomo che più di altri, a parte <strong>Icardi</strong>, ha lasciato l’impronta sul ritorno in <em>Champions</em> dell’<strong>Inter</strong>, gliene siamo grati. Poi, però, troppo poche le presenze palpabili in campo. <strong>Vrsaliko</strong>, probabilmente sfortunato e nulla più, ma l’<strong>Inter</strong> non può attendere che l’infermeria si svuoti. Vale anche per il <em>Ninja</em> <strong>Nainggolan</strong>, infortuni ma anche comportamenti non proprio irreprensibili, in un ambiente come quello di <em>Appiano</em>. <strong>Miranda</strong>, buon giocatore, ma non aveva convinto del tutto, poi <strong>Skriniar</strong> e <strong>De Vrij</strong> lo hanno confinato in panca e lui non ha gradito. <strong>Joao Mario</strong>, un dentro e fuori in cui, se si eccetua l’ultimo periodo in cui pareva rigenerato, non ha dato l’impressione di essere quello ammirato col <em>Portogallo</em> in Nazionale. <strong>B.Valero</strong>, tanta esperienza, intelligenza tattica utile in determinate partite, ma lontano dal dinamismo atletico di cui l’<strong>Inter</strong> avrebbe estremo bisogno a centrocampo. <strong>Ranocchia</strong>, silente ma sempre pronto le rare volte in cui deve togliersi la pettorina. E’ stato lui a costringere il portiere del <strong>Bologna</strong> ad una super parata per evitare il pareggio. Gregario da rispettare, per la professionalità e l’educazione.</p><div style="margin:10px 0;text-align:center" id="div-gpt-ad-INTERDIP-DSK-ART-Corpo-336x280-BTF-2"></div><div id='div-gpt-ad-INTERDIP-Mob_ART-Corpo-300x250-BTF-2' style='text-align:center;margin:10px 0'></div><h2><span id="La_nave_nerazzurra_beccheggia_nella_tempesta_d8217inverno">La nave nerazzurra beccheggia nella tempesta d’inverno</span></h2><p>E <strong>Spalletti</strong> finisce nell’occhio del ciclone. Non sarà per un “inchino” di troppo, ma sta di fatto che anche con lui, come altre volte, la nave nerazzurra beccheggia nella tempesta d’inverno e rischia di arenarsi sugli scogli. Tuttavia, ai sostenitori dell’esonero come prassi vorrebbe, c’è da far notare qualche dettaglio. L’aver preso una squadra che da 7 anni non vedeva l’<em>Europa</em> e avercela rimessa, è cosa che non era riuscita ai predecessori. Alle accuse di non aver dato un gioco alla squadra può opporre un dato di fatto: aver ottenuto prestazioni di tutto rilievo con gli stessi giocatori, a <em>Torino</em> contro la <strong>Juventus</strong> gli stessi avversari hanno riconosciuto di essere stati messi in difficoltà. Come nel <em>derby</em>, vinto di misura ma ben più visibilmente di sostanza, e anche col <strong>Napoli</strong>. Come nelle prime partite di <em>Champions</em>, vinte contro <strong>Tottenham</strong> e <strong>PSV</strong> dopo essere stati in svantaggio. Tutti sintomi di una squadra che non sembra parente, ma è la stessa, di quella che ora esprime molto meno di quello che è il suo potenziale effettivo. Problemi caratteriali, fragilità emotiva, immaturità di una parte del gruppo che non ha consentito di migliorare le performances, tutte cause di chiara origine “neurologica”, più che fisica.</p><h2><span id="Spallettino_torni_a_bordo_c8230o">Spallettino, torni a bordo, c….o!</span></h2><p>Dello stesso <strong>Spallett</strong>i, chi ha buona memoria si ricorderà della forza e del gioco espresso per anni dalla <strong>Roma</strong>, benchè senza conquistare trofei. E <strong>Pioli</strong> e <strong>Gasperini</strong>, ce li ricordiamo?  Con le loro squadre attuali, non stanno molto sotto l’<strong>Inter</strong>, e in diverse occasioni infiammano il pubblico, <strong>Atalanta</strong> docet. Da qui, la considerazione sul fatto che <strong>Spallett</strong>i certamente ha commesso degli errori, ma chi va in campo deve esibire grinta e rabbia agonistica, senza piangersi addosso. Ovvero, deve entrare in ballo la professionalità, l’orgoglio e la consapevolezza di indossare una maglia che non può e non deve essere confusa con quella dell’<strong>Atalanta</strong>. Ovviamente, con tutta l’ammirazione ed il rispetto che alla squadra ed a <strong>Gasperin</strong>i è dovuto in virtù dei brillanti risultati, uno su tutti quel 3-0 alla <strong>Juventus</strong> invidiato non solo all’<strong>Inter</strong>. Ma abbiamo giocatori sui quali un buon allenatore, come pure <strong>Spalletti</strong>, può costruire un team vincente: <strong>Handanovic</strong>, grande portiere nella miglior tradizione dell’<strong>Inter</strong>, e <strong>Skriniar</strong>, <strong>De Vrij</strong>, <strong>Brozovic</strong>, <strong>Politano</strong>, <strong>Icardi</strong>, <strong>Lautaro</strong>, <strong>Keita</strong>, <strong>Asamoah</strong>, probabilmente anche <strong>Cedric</strong> ultimo arrivato, e il prossimo <strong>Godin</strong>, sono ottimi presupposti per un ritorno ai vertici anche in <em>Europa</em>.</p><div id="mup_infeed2"></div><p>Nelle ultime ore, sono circolate voci su un possibile ritorno di <strong>Mourinho</strong>. Gli interisti nostalgici ancora lo sognano trionfante a <em>Madrid</em>, d’altronde come non ricordarlo…Ma spesso le minestre riscaldate non hanno più lo stesso sapore del piatto fresco, è bene tenerlo presente. E ora <strong>Marotta, </strong>messo mano alla stanza dei bottoni, sembra aver manovrato per riaccendere gli stimoli di un ripristino della rotta con il capitano e l’equipaggio attuale. Decisioni che ricordano il responsabile della capitaneria di porto del <em>Giglio</em>, nel disastro della <em>Costa Concordia</em>, quando si rivolse al comandante con l’ormai famosa frase “<strong><em>torni a bordo, c…o</em></strong>!”</p><p> </p><p> </p>