(ID), Labate pt.2: "Questa Inter simile a quella dei record. Sì quote ai tifosi"

Seconda parte della nostra intervista esclusiva al giornalista interista Tommaso Labate che ha toccato varie tematiche sull'Inter
10.05.2021 22:08 di Gianfranco Rotondo   Vedi letture

Imperdibile appuntamento con il podcast de La Voce Nerazzurra, ‘Tango e Cash’ in compagnia di Nico Spinelli e di Nick Bauscia. Insieme a loro, ha risposto alle loro domande un grande giornalista ed un grande tifoso nerazzurro, ovvero Tommaso Labate che ha toccato vari temi.

Ecco le sue parole:

Sui paragoni con altre Inter della storia: “Per me questa e l’Inter dei record si somigliano tantissimo, sono quasi sovrapponibili. E’ difficile trovare un giocatore che somigli a Lautaro come Ramon Diaz. Sono giocatori difficili da incasellare, non sai se sono primi o seconde punte. O Matteoli, in questa Inter avrebbe trovato posto, una sorta di incrocio tra Eriksen e Brozovic. Le squadre si somigliano molto. Non c’era la Coppa Campioni allora, ma non fu meno cocente l’eliminazione con il Bayern Monaco. Quelle furono le mie prime lacrime cocenti. Fummo eliminati in Coppa Italia dal Pisa all’inizio. Anche lì la squadra era concepita con un certo concetto di calcio, definito difensivista come accade oggi. Ma quando sento dire che questa squadra non attacca mi vengono i brividi. Io ho visto la semifinale del PSG e Neymar ha giocato quasi tutta la partita nella sua metà campo. Io sono convinto che oggi passeremmo quel girone di Champions senza dubbio. Con un altro allenatore non avremmo vinto questo scudetto”.

Sul futuro: “La navigazione sarà complicata perché al di là dell’ansia degli azionisti di maggioranza sull’avere risorse esterne che starebbero per arrivare, il tentativo di ridurre i costi lo fai sempre. Il capo azienda, in genere, in attesa che arrivino queste risorse, il tentativo di ridurre le risorse lo fa. Poi, mia opinione, dopo aver vinto lo scudetto, con la prima proprietà straniera, dobbiamo trovare il modo di portare in Italia un modello simile a quello del Bayern Monaco con l’azionariato popolare. Il calcio deve essere più vicino ai tifosi. Il Bayern sa che Lewandowski è loro. Non vogliamo che domani un governo si svegli e decida le nostre sorti. Dobbiamo essere proprietari del nostro destino. Di come si svegliano gli Agnelli lo sappiamo, ma di come si svegliano a Nanchino che ne sappiamo? Piuttosto che cercare una famiglia del Qatar, io vorrei che se Zhang lasciasse la maggioranza, ci fosse l’azionariato popolare che è un modello sostenibile. Si dice che è insostenibile per la maggioranza, perché non iniziare a sperimentarlo con una minoranza. E’ un modo per dire alla gente che possono tenere in tasca i loro sogni”.