Esplode la mania per il baby nerazzurro, il futuro dell'Inter passa da lui

C'è un diamante purissimo nelle giovanili dell'Inter, molti se ne rendono conto solo ora che sta trascinando l'Under 17 verso il titolo europeo
17.05.2019 21:31 di Mario Spolverini   Vedi letture
Fonte: AreaNapoli, Gazzetta.it

Qualche settimana fa Spalletti lo mise in campo nella serata storta di Europa League contro l’Eintracht Francoforte. Pochi minuti, per far assaggiare a Sebastiano Esposito l’emozione della prima squadra e dell’Europa. Tanta roba per un ragazzino non ancora 17enne, diventato in quel momento il più giovane esordiente nerazzurro nelle coppe europee, mentre mamma e papà strizzavano i fazzoletti pieni di lacrime di gioia davanti alla TV.

“Abbiamo preferito non andare a San Siro, anche per lasciarlo tranquillo”- ha confessato papà Agostino qualche tempo fa a AreaNapoli – “Sono del parere che i figli debbano essere orfani, liberi, senza porsi la preoccupazione dei genitori. Certo è difficile, fai di tutto per non andare a seguirli, anche se qualche volta il richiamo delle emozioni è troppo forte. Abbiamo visto la partita alla televisione. Quando Sebastiano è entrato in campo, ci siamo commossi tutti”.

Il ritratto di questo talento purissimo lo ha fatto qualche giorno fa la Gazzetta dello Sport.  “ Nato a Castellammare di Stabia da una famiglia piena di calciatori, fra papà, nonno e zio materno, cresciuto nel Club Napoli che formò anche Donnarumma, Sebastiano nel 2010 viene notato da Roberto Clerici, storico scopritore di talenti (fra cui Pirlo) scomparso poco più di un anno fa: nel 2011 tutta la famiglia è a Brescia, papà non ha esitato un attimo. Il settore giovanile accoglie anche Salvatore (2000, oggi al Ravenna via Spal) e Francesco Pio (2005, anche lui all’Inter). Due anni dopo i tre passano alle giovanili dell’Inter, Seba gioca da rifinitore, ala, spesso da punta, quasi sempre con compagni e avversari più vecchi…In pochi mesi quest’anno scala le gerarchie, aggiungendo alle punizioni (specialità della casa) e a un destro molto «educato» una aumentata e clamorosa efficacia in area di rigore, dove colpisce alla Icardi, nuovo modello che insidia la passione giovanile per Francesco Totti. A Milano incontra spesso Donnarumma, un amico con cui spera di confrontarsi.”

In  questi giorni Seba sta giocando un Europeo under 17 da favola. 4 gol e tre assist in 5 partite, una personalità da trascinatore, il gol del pareggio nella semifinale contro la Francia , poi battuta negli ultimi minuti. Domenica alle 17,30, quando gli azzurrini di Nunziata scenderanno in campo per la finalissima contro l’Olanda, tutti gli occhi saranno puntati su di lui. Troppi forse, considerando che certamente saranno presenti gli osservatori di PSG e Manchester City, pronti a fare follie per Seb. In famiglia conoscono queste attenzioni ma non danno loro spazio”Ci facciamo scivolare tutto addosso, perché Sebastiano è un giocatore di proprietà dell’Inter. Non smentisco notizie e voci di mercato, non so dire se il PSG abbia incontrato i dirigenti senza trovare un accordo. Quel posso affermare è che, ad oggi, mio figlio pensa solo alla sua squadra attuale”.

La famiglia guarda il suo Sebastiano da lontano, per evitare condizionamenti e pressioni “In una settimana riusciamo ad andare da lui un paio di volte, preferiamo che cresca anche come individuo e che si faccia le proprie idee. Gli lascio vivere le sue emozioni. Deve saper distinguere, deve imparare, crescere ed apprendere come relazionarsi al meglio con i vari allenatori. Non è importante che ne parli con noi, ma che sia sempre pronto a mettersi a disposizione del mister”.

Sebastiano è l’ennesimo diamante che nasce nelle miniere delle giovanili nerazzurre. Sembra di tornare ai tempi di Mario Balotelli, quando aveva pochi grilli per la testa e spaccava le partite della Primavera a suon di gol a grappoli, prima di convincere il primo Mancini a dargli una maglia in prima squadra. Esposito ha i segni del predestinato, parlare di fuoriclasse può sembrare azzardato ma rapportato ai suoi pari età la sua dimensione è quella. Dovrà crescere senza perdere questi crismi. Dovrà crescere, soprattutto, senza perdere la maglia nerazzurra. A buon intenditor poche parole, signori Marotta, Ausilio e compagnia bella!
PS: Se avesse avuto le strisce della maglia di altri colori, oggi i giornali parlerebbero di un talento da 488 milioni di euro…