D'Ambrosio, l’importanza di chi prende sempre 6: la prova è nei numeri

Ci sono giocatori che raramente emergono con prove brillantissime ma che garantiscono un rendimento standard affidabile ed insostituibile
07.11.2019 22:17 di Mario Spolverini   Vedi letture

Come è già successo altre volte con altri giocatori, ogni tanto anche San Siro è costretto a ricredersi dopo qualche giudizio troppo frettoloso. Era successo con Ranocchia, annichilito dai famosi brontolii del Meazza, salvo poi redimersi e capire l’importanza della modestia dell’ex capitano, la sua dedizione alla maglia, la sua importanza nello spogliatoio.

Oggi è il turno di Danilo D’Ambrosio ad essere pienamente rivalutato dopo qualche incertezza negli anni scorsi, sgombrata con l’intervento nel finale di Inter Empoli dello scorso anno che valse la partecipazione alla Champions e migliaia di attacchi di panico ai presenti.

La sua storia somiglia da vicino a quella di un grande campione dell’Inter di qualche decennio fa, Giampiero Marini. Tutti gli anni giornali e addetti ai lavori, prima dell’inizio di ogni campionato, parlavano della sua cessione o del suo destino alla panchina. A fine stagione i numeri dicevano che il Pirata era sempre tra i più presenti. Anche con D’Ambrosio la miriade di terzini acquistati dall’Inter negli ultimi anni dovevano avere, tra l’altro, lo scopo di farlo accomodare accanto all’allenatore in attesa caso mai del su turno. Risultato: sono passati tutti, perfino la stella lucente di Cancelo, ma Danilo è quasi sempre stato padrone della maglia da titolare e della sua fascia.

Il laterale campano manca da circa un mese, dopo l’infortunio patito in nazionale ed i numeri parlano per lui. Con D’Ambrosio nell’undici titolare, l’Inter ha disputato 6 partite tra campionato e Champions: 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, con 3 soli gol subiti.

Senza D’Ambrosio o con il suo subentro a gara iniziata, l’Inter ha giocato 9 partite con 6 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte. Ma quello che colpisce di più sono le 13 reti al passivo in queste gare.

La difesa a 3 di Conte, con Godin o Bastoni a completare la coppia di intoccabili Skriniar e De Vrij ha dimostrato più di una lacuna, vuoi per problemi di assetto che di adattamento ma è di tutta evidenza che la presenza di D’Ambrosio funge da equilibratore perfetto.

E’ questo il grande merito di un giocatore mai sopra le righe a parole ma con un rendimento standard in campo quasi sempre oltre la sufficienza. E’ lecito non attendersi da lui il “partitone” ricco di prodezze alla Maicon, ed il primo a saperlo è lui stesso. Ma la sua forza è proprio nella  piena consapevolezza dei suoi mezzi, nella conoscenza dei suoi limiti e, dunque, nella capacità di mettere a frutto al servzio della squadra il 120% le doti di cui dispone.