EDITORIALE | Giù le mani dall’Inter, avete scelto l’hashtag sbagliato

Serviva un hashtag? Hanno scelto quello sbagliato

Qualcuno ha recentemente lanciato (con notevole successo) l’hashtag #Spallettinonsitocca. Dopo gli ultimi articoli del Corriere della Sera e de La Repubblica, si avverte la necessità di far circolare #linternonsitocca.
Perché? Perché, ultimamente, chiunque commenta qualsiasi cosa legata all’Inter. C’è persino un allenatore che, a cadenza regolare, torna a parlare dei nerazzurri. Potrà conquistare tutte le qualificazioni all’Europa League che vuole, ma resterà per sempre l’uomo della débâcle di Novara. Nonché il tecnico che faceva giocare Javier Zanetti centrale di una difesa a tre e Wesley Sneijder esterno d’attacco. Il bel tacere, davvero, non fu mai scritto…
Dopo una scambio di opinioni fra dei tifosi e Luciano Spalletti, oggi è stata diffusa la notizia che lo spogliatoio interista si sarebbe persino ammutinato: “Basta Mauro Icardi capitano, vogliamo Miranda!” avrebbero detto, stando alla ricostruzione de La Repubblica e ripresa da tutti i siti di informazione, alcuni giocatori. Dopo averlo letto e riletto, non riusciamo a toglierci quello sgradevole retrogusto da “scoop ad orologeria”. L’articolo arriva, infatti, dopo aver visto proprio un Icardi alla “Cuper”. Ha, cioè, aspettato uno ad uno i compagni di squadra per caricarli prima della partita contro il Bologna.

La volontà di rompere…gli equilibri ritrovati?

L’articolo è stato pubblicato, poi, proprio dopo la vittoria dell’Inter che mancava da una vita e che l’ha riportata al terzo posto. Non potendo montare il caso Brozovic, spento dalla multa e dalla possibile esclusione dall’11 contro il Genoa, bisognava trovare altro? Fateci capire. Perché l’impressione è che si parli male dell’Inter quando non c’è altro su cui scrivere. Sbagliamo? Non c’è da sorprendersi, però. Un Paese che vede Luciano Moggi parlare di “calcio marcio” è fermo: non riesce, nonostante siano passati 12 anni e diverse sentenze definitive, a regolare i conti con il suo recente passato e, inevitabilmente, contamina il suo presente con un modo di fare che José Mourinho aveva perfettamente descritto in una storica conferenza stampa. Il portoghese aveva creato un muro intorno alla squadra e ai suoi tifosi, aveva imposto il rispetto verso quella squadra e quei tifosi. Proprio per questo è il momento, crediamo, che si formino autonomamente e automaticamente gli anticorpi da questi attacchi verso l’Inter. Crediamo, vogliamo farlo fortemente, che in Italia ci sia ancora “il buon giornalismo”.
Intanto, però, giù le mani dall’Inter. Perché #linternonsitocca.