D’Ambrosio e la forza del silenzio, con quella cosa in comune con Zanetti…

Mg Milano 24/09/2017 - campionato di calcio serie A / Inter-Genoa / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Danilo D'Ambrosio

La favola di D’Ambrosio

C’era una volta un ragazzo chiamato Danilo D’Ambrosio.

Cosi inizia ogni favola che si rispetti, e così bisogna iniziare il racconto di questo giocatore e della sua avventura all’Inter.

Perchè di questo si tratta, di una favola.
Termini troppo sterili non possono appartenere a questa storia, che di banale non ha nulla, anche se ad un’occhiata superficiale potrebbe sembrare diversamente.

Scopriamo perchè

Già, perchè c’era una volta un tecnico, Walter Mazzarri, che faceva degli esterni il punto focale del suo gioco, quel gioco che a Napoli aveva incantato molti.

Ma quando è arrivato all’Inter a ricoprire quel ruolo c’erano Jonathan, Alvaro Pereira e Nagatomo, nessuno dei quali accendeva l’entusiasmo dei tifosi.

Quindi si aspettava con impazienza la sessione di gennaio, dove, come al solito, i grandi nomi erano sulla bocca di tutti.

E “invece” è arrivato Danilo D’Ambrosio, per di più il 30 gennaio, penultimo giorno di mercato, con una valutazione di 1,5 milioni di euro.

Insomma, tutti i sentori del classico “bidone” sembravano esserci.

E Invece

Invece D’Ambrosio inizia a giocare, e, udite udite, nelle interviste inizia a dimostrare subito attaccamento alla maglia e il carattere del professionista serio, con la passione del gioco e non per i soldi.

E in campo inizia a dimostrare voglia di fare e di correre.

Caratteristiche insomma che nella parte nerazzurra di Milano mancavano da tempo.

In estate, sempre con Mazzarri, arriva la prima rete in nerazzurro, in un preliminare di Europa League.

E un paio di mesi dopo arrivano altre due reti, sempre in Europa, e mai banali (basti ricordare al tiro a giro contro il Qarabag).

Poi arriva un infortunio.

E al suo ritorno D’Ambrosio cosa fa?

Semplice, segna.

Un gol qualunque? No, perchè forse non molti lo sanno, ma quello contro la Samp è stato il primo gol italiano per l’Inter dopo più di un anno.

Piuù di un anno senza mandare a segno un ialiano, poi arriva questo D’Ambrosio qualsiasi e rovina tutto.

E poi

Cambiano gli allenatori, perchè arriva Mancini, arriva De Boer, arriva Pioli e Vecchi fino a Spalletti.

E due cose non cambiano.

La prima, è che a ogni sessione di mercato allenatori, dirigenti e tifosi invocano la necessità di comprare terzini, e qualcuno arriva anche.

La seconda cosa che non cambia è che D’Ambrosio gioca SEMPRE.

E le prestazioni sono sempre buone, perchè D’Ambrosio il suo lo fa sempre.

E se non ci pensano i tifosi a riconoscerglielo ci pensa qualcun altro, un certo Giampiero Ventura, che nella gara contro l’Albania valida per le qualificazioni mondiali lo convoca.

E da li non smette più di farlo.

Insomma D’Ambrosio è stato capace, silenziosamente, di conquistarsi una maglia da titolare…all’Inter.

Hai capito D’ambrosio il terzino

Ah no.

Perchè D’Ambrosio quando serve fa anche il centrale.

E lo fa anche bene.

Come quella partita…si quella li.

Quella in cui l’Inter in coppa Italia doveva rimontare il 3 a 0 contro una squadra qualsiasi…chi era?

Ah la Juventus.

E indovinate un pò, D’Ambrosio gioca difensore centrale.

E l’Inter non prende gol.

E l’Inter vince 3 a 0 e completa la rimonta.

Contro la Juve.

E Spalletti ora è preoccupato? Dovrebbe! ha solo tre difensori di ruolo.

E cosa dice a proposito?

Dice sono tranquillo, se serve ho D’Ambrosio che può giocare al centro.

Sono tranquillo.

Questo D’Ambrosio ricorda qualcuno…

Il motivo per il quale questo ragazzo non ha il rispetto che meriterebbe è (purtroppo) semplice.

Perchè se non ti chiami Maicon o Zanetti non puoi essere il terzino dell’Inter.

Perché se non sei stato pagato milioni su milioni non puoi essere forte.

Perchè se non ti fai notare e sei un professionista silenzioso (spesso sinonimo di serio), nessuno ti prende sul serio.

D’altronde i giudizi più importanti sono quelli del bar, non quelli di super allenatori e di CT della nazionale.

E infatti tutti cercano nuovi terzini e grandi nomi, ma alla fine chi gioca sempre è D’Ambrosio.

E chi è che diceva “leggo il giornale e non ci sono mai nelle formazioni estive, ma alla fine poi gioco sempre”?.

Ah si, un certo Zanetti.

Vai così Danilo.