Serie A | Lazio e Napoli volano, Inter e Roma si frenano. I 10 punti di giornata

22.01.2018 21:15 di Marco Ciogli   Vedi letture
<p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><a href="#Analisi_della_giornata_di_A">1 Analisi della giornata di A</a><a href="#Sarri_Milan_e_Gattuso">2 Sarri, Milan e Gattuso</a><a href="#Mertens_Kane_e_l8217Inter">3 Mertens, Kane e l’Inter</a><a href="#Lazio_e_Di_Franceso">4 Lazio e Di Franceso</a><a href="#Il_Modulo_l8217Inter">5 Il Modulo, l’Inter</a><a href="#L8217ultimo_punto">6 L’ultimo punto</a>Analisi della giornata di A<p>Serie A | Bentornati all’unica rubrica che in fondo esce quando le pare, ma comunque gli autori continuano a dire che è settimanale (rubrica nostra, regole nostre). Quella che si è conclusa potrebbe essere considerata come la prima vera giornata che ha regalato una separazione tra le 5 squadre di testa. Che il Napoli e la Juve fossero in fuga non è che sia una sorpresa, ma il pareggio tra Inter e Roma e la vittoria della Lazio hanno acceso e non poco la corsa alla Champions. Per il resto è stata una giornata ricca di emozioni. Zenga vuole essere fatto santo a Crotone dopo Nicola e ci sta riuscendo, la Samp torna spavalda in casa e ne rifila 3 ai Viola, ma la cosa che ha emozionato più di tutte signori è il ritorno al gol Berardi.</p>Sarri, Milan e Gattuso<p><strong>1 –</strong> Il vento della rivoluzione ha travolto anche il campo di Bergamo. Per il nostro “Che” si tratta di una vittoria in un campo a lui sempre avverso. Si potrebbe definire un tassello decisivo per conquistare lo Scudetto, ma purtroppo la Juventus sopprimerà tutto nel sangue. I bianconeri stanno solo facendo “la grazia” di tenere in vita questo campionato che, comunque, avrà un finale purtroppo scontato. Il finale che questa rubrica va ripetendo da sempre. E lo farà per sempre.</p><p><strong>2 –</strong> Il Diavolo ha iniziato la sua rimonta. Gattuso ha dato un’impronta alla Gattuso: squadra che non molla un centimetro, come lui non mollava le caviglie degli avversari. Ha rigenerato Kessié, quando anche Kalanic inizierà a segnare, allora, non ce ne sarà più per nessuno. Occhio, eh: perché, qui, nessuno sta scherzando quando dice che, alla fine, il Diavolo accorcerà e non poco le distanze. Come per la Juventus campione d’Italia, poi, non venite a dirci che non ve l’avevamo detto.</p>Mertens, Kane e l’Inter<p><strong>3 –</strong> E’ tornato al gol Mertens. Scusate, ma avendocelo al Fantacalcio, chi scrive lo sta facendo con una mano sola… Sia lode al piccolo e talentuosissimo attaccante belga: un fenomeno alla corte di un rivoluzionario. Ci vorrebbe il lieto fine, ma purtroppo il nostro Sarri non ce lo avrà.</p><p><strong>4 –</strong> In Inghilterra continua a imperversare “The HarryKane”. L’urgano sta travolgendo tutto e tutti. Probabilmente, dalla prossima estate, “sanguinerà” in blanco. Giusto così. Il più forte attaccante del mondo nella squadra più blasonata del mondo. Questo quarto punto non ci azzecca nulla, se non per ricordare che i fenomeni non scelgono più il nostro campionato. Guardando Bologna-Benevento o Verona-Crotone non è difficile capire il perché.</p><p><strong>5 –</strong> Mercoledì recupereranno le loro partite Lazio e Roma. Bene. Ora chi scrive vi saluta, va accendere un cero ai Santi affinché Udinese e Sampdoria facciano il miracolo. Altrimenti per la Beneamata si farà ancora più dura di com’è adesso.</p>Lazio e Di Franceso<p><strong>6 –</strong> Quant’è bella la Lazio? Squadra che gioca al calcio, quello vero, centrocampo da 19 gol in campionato e un attacco che ne fà 5 nonostante l’uscita di Immobile. Terza in classifica, con una partita in meno è davvero la pretendente principale al terzo gradino del podio.</p><p><strong>7 –</strong> Solo Alisson salva l’allenatore della Roma dall’andare in analisi. Icardi e Vecino stavano per ripetere la partita dell’andata, 70 minuti al troppo, poi l’Inter si accende e solo i miracoli del portiere giallorosso evitano i gol del capitano. L’allenatore ex Sassuolo l’aveva preparata bene, pressing alto ad evitare la manovrà da dietro e l’Inter era andata in difficoltà.</p><p>Certo, con il senno di poi, togliere i due esterni d’attacco per inserire due difensori e togliere Dzeko che, nonostante le poche azioni offensive, riusciva a tenere su la palla, ha avuto probabilmente l’effetto contario rispetto a quello che l’allenatore voleva. Il resto, come si suol dire, è storia. Le lamentele sul fatto che si meritava di più, il riferimento (ancora una volta) alla partita d’andata sono un pò nascondere alcune cose importanti. Tipo il fatto che la roma nel rapporto tra occasioni create e gol fatti è una delle peggiori di A.</p>Il Modulo, l’Inter<p><strong>8 –</strong> Qui un punto sul modulo è doveroso. Il 4-2-3-1, quello strano modulo di cui, in questo momento storico probabilmente si sta abusando. Questo particolare modulo è vincente, ma ha bisogno di giocatori affarmati perchè non permette margini d’errore. Non è un modulo facile da interpretare, sopratutto se mancano giocatori nei ruoli chiave, un pò come succede all’Inter. In secondo luogo non permette esperimenti. Karamoh è un giovane di prospettiva, Spalletti però gli sta trovando poco, poco spazio, Perchè? perchè il 4-2-3-1 non permette esperimenti.</p><p>Non permette di inserire un giovane che non ha mai giocato a tutta fascia di essere inserito ed essere provato. Modulo difficile per giocatori affermati, modulo vincente ma solo per pochi. In fondo pensateci, l’Inter del triplete, il Real Madrid, La Juve della finale di Champions e lo United, cosa le mette insieme? non la vittoria in finale perchè una delle quattro non ha vinto. Ciò che le accomuna è il fatto che hanno raggiunto grandi obiettivi con in rosa giocatori affermati.</p><p><strong>9 –</strong> L’Inter, che strana bestia è l’Inter. La partita di ieri è una partita difficile da leggere. Se andiamo a contare le occasioni da gol l’Inter probabilmente meritava la vittoria. Poi se andiamo a leggere un altro dato vediamo che l’Inter per 50 minuti, intesi come gli ultimi 20 del primo tempo e i primo 30 del secondo, non è riuscita a fare 3 passaggi di fila. Il pressing estenuante della Roma ha tagliato la già lenta uscita di palla dalla difesa nerazzurra. La reazione, che c’è stata in effetti, probabilmente è dovuta sia al calo fisico della Roma che al baricentro abbassato dei giallorossi. Al dilà di ciò però reagire praticamente 50 minuti dopo aver subito gol è un tantino tardi. Ciò che sembra da fuori è che c’è qualche giocatore di troppo che cammina in campo, e, ad oggi ce ne siamo accorti tutti.</p>L’ultimo punto<p><strong>10 – Berardi </strong>Ha segnato Berardi, con un gol bellissimo. Il ritorno di Mimmo, il ritorno al gol su azione che fà piangere Mazzarri. Bentornato ragazzo, ora non perderti più.</p><p>Ps la Juve sta giocando ora ma tanto porterà a casa i 3 punti. Una tra Roma Inter e Lazio a fine campionato scriverà una lettera con questa intestazione: Cara Champions, c’eravamo tanto amati. Speriamo che tocchi a Di Fransceso…. w la sportività.</p><p>Matteo Gardelli & Marco Ciogli</p>