Juventus-Inter, pari sul campo. Spalletti frena la rincorsa di Allegri

10.12.2017 14:09 di Giovanni Gallo   Vedi letture
<p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><a href="#Un8217Inter_attenta_supera_l8217esame_Juve_e_si_tiene_stretta_la_vetta_della_classifica">1 Un’Inter attenta supera l’esame Juve e si tiene stretta la vetta della classifica</a><a href="#La_consapevolezza_della_propria_forza">2 La consapevolezza della propria forza</a><a href="#Senza_vergogna_lo_stile_Juve">3 Senza vergogna, lo stile Juve</a><a href="#Credere_in_se_stessi">4 Credere in se stessi</a><a href="#Nerazzurri_in_salute">5 Nerazzurri in salute</a><a href="#Decidere_il_proprio_destino">6 Decidere il proprio destino</a>Un’Inter attenta supera l’esame Juve e si tiene stretta la vetta della classifica<p>Juventus-Inter. Il calcio è meraviglioso. L’<strong>Inter</strong> è meravigliosa. In una serata nella quale molti ci stavano già recitando il <em>De profundis</em>, siamo usciti indenni dallo Stadium costringendo la <strong>Juventus</strong> a un pareggio a reti bianche. Erano esattamente 14 mesi che la Juve non segnava almeno un gol in campionato.<br />A onor del vero, va detto che i bianconeri hanno fatto qualcosa in più dei nerazzurri. Ma se giochi davanti ai tuoi tifosi e vieni da sei campionati vinti non potrebbe essere diverso. L’obiettivo della truppa di <strong>Spalletti</strong> era mostrare solidità e reggere l’urto di chi, solo una settimana fa, condannava il Napoli al San Paolo alla prima sconfitta in campionato. E l’Inter ha saputo tenere nei momenti più duri senza andare in tilt, ragionando sempre e facendo quello che la situazione della partita richiedeva. Un’Inter, insomma, cosciente dei propri mezzi e sempre nel match, dal primo all’ultimo minuto.</p>La consapevolezza della propria forza<p>A una lettura superficiale, potrebbe sembrare che i nerazzurri siano andati a Torino mettendola sulla difensiva, ma l’osservatore più attento coglierà altro nella prestazione di ieri sera. Spalletti ha cambiato l’Inter rendendola più sicura nell’interpretazione dei momenti della gara. Adesso si comincia a giocare da dietro: anche quando il pressing avversario si fa asfissiante i nerazzurri non la buttano via mai. E questo significa grande capacità di autocontrollo e consapevolezza della propria forza. Le rivoluzioni non si fanno in un giorno, ma questa Inter del tecnico di Certaldo ha una pelle diversa. Sta cambiando il modo di pensare. Sta adottando una filosofia differente. Ha una nuova cultura lontana anni luce dal calcio “pane e salame”. Il primo articolo della nascente costituzione nerazzurra è ora <strong>giocare la palla</strong>, sempre e comunque.</p>Senza vergogna, lo stile Juve<p>L’Inter a Torino era andata per superare un esame difficile e non si è fatta trovare impreparata. Dopo l’uscita riprovevole di <strong>Sandro Pellò</strong> su <em>Juve TV</em>, che aveva esacerbato oltremodo gli animi di un match che per storia e vicende recenti (vedi Calciopoli) non ha certo bisogno del soffietto per alimentare la fiamma della rivalità, i nerazzurri hanno dimostrato nervi saldi, solidità e un habitat naturale che non è certamente quello descritto dal presidente di “Comunicazione Bianconera”, ma la vetta della classifica. Davanti a loro.</p>Credere in se stessi<p>Eppure la bella notizia non è il punto conquistato nel derby d’Italia, quanto piuttosto la sensazione che questa Inter sia solo agli inizi del suo percorso crescita. A un’organizzazione di gioco precisa, dove ognuno interpreta al meglio le consegne e si inserisce alla perfezione in un meccanismo che Spalletti ha messo a punto e oliato a puntino, serve ora il salto di qualità nella personalità. I nerazzurri devono imparare a osare di più e <strong>credere al 100% nelle proprie possibilità</strong>, che a volte la squadra dimentica.</p>Nerazzurri in salute<p>All’inizio di questa stagione in molti per i nerazzurri preconizzavano un settimo/ottavo posto in virtù di una campagna acquisti senza squilli. La verità è invece che chi è arrivato si è rivelato più tosto di quanto si immaginasse, il colosso <strong>Skriniar</strong> in testa. Perché se fai <strong>16 gare senza sconfitta, solo 10 gol al passivo e 33 fatti</strong>, non perdi nessuno degli scontri diretti con <strong>Roma (1-3), Napoli (0-0) e Juve (0-0)</strong>, e vinci il derby contro il <strong>Milan (3-2)</strong>, non hai preso sicuramente mezze calzette. Insomma, ce n’è abbastanza per certificare la salute dei nerazzurri e sperare, a ragione, in un futuro da protagonisti.</p>Decidere il proprio destino<p>Tra un’annata da incorniciare e una da dimenticare il confine è però sottile. Ecco, allora, che la differenza la faranno i dettagli. Non bisogna dimenticare di essere forti nei momenti in cui c’è bisogno della forza. Ieri sera a tratti ce ne siamo dimenticati, così si spiega la leggera maggiore pericolosità della Juve. I bianconeri, però, hanno spinto al massimo, erano arrivati, sono quelli; l’Inter, invece, <strong>ha margini di crescita enormi</strong>. Ha giocato, a tratti, col freno a mano tirato. E Se pareggi 0-0 a Torino senza mettere tutto il tuo potenziale, cosa accadrà quando quel potenziale lo esprimerai sul campo? La lettura è questa: <strong>nerazzurri in rampa di lancio</strong>.<br />Dipende dall’Inter e dai suoi attori. Bisogna che l’Inter prenda in mano il proprio destino e decida cosa ottenere. Perché mai come in questo momento, dopo anni di sofferenze sportive, fare una stagione fantastica è solo una decisione.</p>