Da Angelillo a Diaz, passando per Milito ed Icardi, fino a Lautaro Martinez

08.02.2018 19:25 di Matteo Gardelli   Vedi letture
È un anno di profondi cambiamenti il 1997<p>Dopo oltre 30 anni il dittatore Mobutu lascia lo Zaire che, sotto il nuovo presidente Kabila, diventa Repubblica Democratica del Congo. Hong Kong, dopo oltre 100 anni, torna ad essere cinese: la Union Jack smette di garrire il primo luglio. Proprio in Inghilterra si registrano i cambiamenti più importanti: dopo 18 anni di governo conservatore, il giovane Tony Blair riporta i laburisti al governo. Dopo secoli di storia una principessa si consegna all’immortalità prima di una regina: la morte di Lady Diana scuote il mondo e soprattutto la casa reale che, da quel giorno di fine agosto, non sarà più la stessa. Il 16 ottobre il New York Times pubblica la prima fotografia a colori: sembra una vita fa, invece non sono ancora passati 21 anni.</p>Ventuno anni, appunto…<p>Come quelli che, il prossimo 22 agosto, festeggerà Lautaro Martinez. L’attaccante che arriva “dalla fine del mondo” – è nato Bahia Bianca a un passo dalla Patagonia – è il nuovo argentino su cui l’Inter proverà a costruire il suo futuro. È una storia molto sudamericana, la sua. Una storia dove la “Vieja”, come Alfredo Di Stefano chiamava la palla, ci ha messo lo zampino in più di un’occasione. Perché Lautaro, ad esempio, da piccolo, faceva il difensore. Poi è diventato l’incubo dei difensori: 16 gol in 35 partite con la maglia del Racing, ad esempio. Proprio il Racing Avellaneda… È proprio vero: il destino, a volte, gioca con la vita degli uomini come Maradona – un altro argentino, guarda caso – giocava a pallone. Il Racing è la squadra di Diego Alberto Milito: l’argentino più milanese e il milanese più argentino della storia recente dei nerazzurri. “Il Principe diventato re nella notte di Madrid” (citazione Massimo Marianella)… Finiamola qui altrimenti affoghiamo nelle lacrime dei ricordi. Ma Avellaneda è anche dove l’Inter di Helenio Herrera si consegnò alla leggenda: il 15 settembre 1965, l’Indipendiente, davanti a 100.000 spettatori, era sicuro di rimontare per la Coppa Intercontinentale. I ragazzi del Mago invece li inchiodarono sullo 0-0 e tornarono a Milano da trionfatori.</p>La Vieja ci mette sempre lo zampino<p>Martinez, che con l’Argentina under 20 ha già segnato sette gol in 11 partite, potrebbe arrivare già a giugno. E potrebbe prendere il posto di un altro argentino: Mauro Icardi. Perché, gira che ti rigira, la Vieja ci mette sempre lo zampino. Specie se sei un attaccante. Specie se sei un attaccante argentino. Specie se sei un attaccante argentino che firma per l’Inter. I gol di Martinez saranno solo la continuazione di un percorso, ormai lungo 50 anni, che è iniziato con le reti di Angelillo, è proseguito con Ramon Diaz.</p><p>Perché Lautaro sarà anche nato nel 1997, anno di grandi cambiamenti, come quelli che avrebbe dovuto portare la convenzione di Kyoto sul clima, ma ci sono delle certezze nella vita. Poche, è vero. Ma ci sono.</p><p>Bienvenido, Lautaro. Unidos venceremos.</p>