Qualcuno avrà sperato in un fallimento della trattativa tra l’Inter e Lukaku. Magari avrà pure allegramente fantasticato su improbabili dimissioni di Antonio Conte. Niente di tutto questo si è avverato. Lukaku è un nuovo giocatore dell’Inter, aveva dato la sua parola a Conte, e Marotta ha fatto scacco matto a Paratici e alla vecchia signora. Nell’ultima settimana si era parlato del passaggio di Lukaku alla Juventus. Mentre tutti, o quasi, all’ombra della Mole brindavano a pieni sorsi di Bicerìn, osannando il tandem Cristiano Ronaldo-Lukaku, Marotta ed Ausilio lavoravano in silenzio per realizzare i desideri di Conte. Un matrimonio che s’aveva da fare, quello tra Lukaku e l’Inter. E si è celebrato questa notte con l’arrivo in Italia del centravanti belga.
Sposi promessi, così avrebbe scritto Manzoni, amante del lieto fine. Una vicenda molto più semplice e meno travagliata rispetto alle peripezie vissute da Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Naturalmente grazie a Zhang e all’importante investimento economico dell’Inter. Ma anche grazie a Marotta, ben lontano dall’assomigliare al pavido Don Abbondio, e al prezioso e costante apporto di Ausilio, non certo limitato come quello di una perpetua con il suo curato. Un lavoro di squadra necessario per contrastare le contromosse provenienti dalla vicina Torino. Nessun Don Rodrigo piemontese, sia ben chiaro, né tantomeno bravi pronti ad impaurire Marotta. Solo un’ottima dirigenza,-quella bianconera-, che ha dovuto,-almeno in questo caso-, cedere il passo a quella nerazzurra. Fabio Paratici non è riuscito a superare il suo antico maestro. Forse ci saranno altre occasioni, o forse no. Il tempo, sovente galantuomo, lo stabilirà. Paratici, almeno per il momento, dovrà rassegnarsi all’idea di vedere Lukaku in nerazzurro. La Juventus tornerà alla carica verso obiettivi di mercato altrettanto importanti. Queste le speranze cullate dai tanti tifosi bianconeri, del doman, d’altronde, non v’è certezza. Una, invece, la possiedono i tifosi nerazzurri. Marotta è un eccellente dirigente, e non è certo giunto a Milano per svernare o ammirare il Cenacolo ed altre opere d’arte. Chi lo credeva bollito, dovrà mestamente ricredersi.
Il campo, giudice supremo, stabilirà se Lukaku avrà rispettato o meno le attese. Nel frattempo visioniamo alcune statistiche: in Premier League, mica un campionato dopolavoristico, nessuno ha fatto meglio di Lukaku e del Kun Aguero. Numeri che non mentono, di cui sono a conoscenza anche a Torino.
Un bocconcino amaro da mandare giù per i tanti sostenitori bianconeri che, magari, avevano accarezzato il sogno di realizzare un coro per il nuovo beniamino. Nulla per cui disperarsi, con un paio di ottimi cioccolatini di gianduia, l’amaro si dissolverà e resterà solo il dolce.