(Mondiali Germania) Che i video giochi facciano male su usati troppo a lungo è tesi ormai dimostrata nell’ambiente scientifico. La problematica però è sempre stata affrontata rispetto a ragazzini ed adolescenti che passano troppo del loro tempo davanti ai video.
Ma fino ad oggi nessuno aveva sostenuto che video giochi e Play Station possono costare l’eliminazione da un mondiale.
Il sito Gazzetta.it riporta una clamorosa spiegazione sull’eliminazione della Germania dal mondiale già nella prima fase. Cosa mai avvenuta fino ad oggi da quando esistono i gironi iniziali. L’ipotesi è che molti giocatori non si siano presentato alla rassegna mondiale pensando a interessi personali o a cose ben più frivole delle partite da affrontare.
Ecco la spiegazione riportata dalla Gazzetta:”Anche per questo Löw si è preso un po’ di giorni prima di comunicare alla DFB la sua intenzione di rispettare il contratto che lo lega alla federazione tedesca fino al 2022. Ha voluto capire cosa è andato storto e perché, in modo da poter correre ai ripari.
Fra i giocatori tedeschi, per esempio, è mancata la giusta concentrazione. In Russia non si è presentata una squadra, ma un insieme di singoli. Nei giorni scorsi il team manager Oliver Bierhoff ha ammesso che “troppi giocatori erano concentrati su loro stessi…”. Al punto da preferire i giochi virtuali alla realtà? Possibile.”
“Stando a quanto riportato dalla Bild alcuni atleti della nazionale tedesca giocavano alla playstation fino a notte fonda. Bierhoff e Löw, innervositi, avrebbero perfino staccato internet in modo da impedire ai giocatori di collegarsi e di organizzare sfide di stanza in stanza o partite con alcuni amici rimasti in Germania.
Da Fifa18 a Call of Duty, si è speso troppo tempo incollati davanti alla tv invece di provare a far gruppo. Il giornale Welt parla di “bambini in vacanza o a un pigiama-party più che professionisti e adulti in missione per il titolo”. Ed ecco che per la prima volta la Germania è stata eliminata già alla fase a gironi. No, non è stata sfortuna, non è stata casualità.”
Fonte Gazzetta.it