Dai fuochi artificiali al “pane e mortadella”, la parabola del duo Fassone Mirabelli

Milan: un anno fa mercato scoppiettante

(Milan) 12 mesi fa Fassone e Mirabelli lavorarono nel calcio mercato estivo come una madre di famiglia al supermarket. Questo si, anche questo, questo come no, anche quello, si. E quello perché no?.  L’Inter al confronto stava facendo la figura della piccola fiammiferaia, stretta tra gli imperativi del FFP e quelli del Partito comunista cinese. A distanza di un anno il film è del tutto diverso.

La società rossonera è in piena bufera societaria, l’UEFA ha l’ha sanzionato con l’esclusione dalle coppe, il supermercato non c’è più, sostituito da un negozio di alimentari di periferia.
Decide Gattuso. Chi parte, e anche chi arriva. Di certo sarà un mercato a saldo zero” dice Massimiliano Mirabelli ai microfoni di Sky Sport 24 “Dico ai tifosi di non stare dietro a tutti i nomi che si sentono in giro. Abbiamo le idee chiare su quello che dobbiamo fare”.

Pane e mortadella o caviale e champagne?

Sarà il Milan di Gattuso, per quanto mi riguarda rimarrei così, a meno che non sia qualcuno che ci faccia fare la differenza e sia da Milan. Zaza? Non stiamo prendendo in considerazione acquisti perché non sappiamo cosa abbiamo in tasca. Come quando hai fame, guardi il portafoglio e decidi se mangiare un panino con la mortadella o caviale e champagne. Lo sapremo solo quando avremo fatto qualcosa in uscita.

Kalinic? Ha tantissime richieste: dalla Russia, dalla Turchia, dalla Germania e dalla Spagna. Ce l’hanno chiesto un po’ tutti, l’Atletico Madrid e il Siviglia sono le squadre più vicine a lui. Se il mister ci dà l’ok e raggiungiamo un accordo potremo vendere ». E ancora: «Purtroppo quest’anno c’è stata qualche entrata in meno dalla Cina, forse non faremo l’Europa League e quindi ne risentirà il mercato che, come ha detto Fassone, dovrà essere a saldo zero». Quello che si presenterà lunedì davanti ai tifosi, sarà dunque una squadra piena di incognite: «Abbiamo faticato tanto, adesso si riparte e sperando di far sì che possa essere una grandissima stagione».

Nessuna ironia ma qualche domanda…

Al di là dell’ironia, c’è poco da ridere. L’Inter sa cosa vuol dire mangiare pane e cicoria durante il mercato. E’ stato il destino nerazzurro per lunghi anni, per cui ridere delle disgrazie altrui sarebbe ingeneroso e senza senso. Quello che occorre chiedersi invece è su quali basi siano state calcolate le entrate dalla Cina così come la ragione della dispendiosità del mercato dello scorso anno, servito a raggiungere un misero sesto posto.
Fonte: Il Giorno, Sky Sport