Spalletti enigmatico in conferenza
Luciano Spalletti ha da poco terminato la conferenza stampa in vista di Udinese Inter. Ha toccato molti argomenti, ma alcune risposte lasciano dei dubbi.
Le risposte del tecnico di Certaldo
Se fossi il proprietario dell’Inter perché confermeresti Spalletti, magari con un prolungamento di contratto?
“Non ho da pensare a questo, non mi interessa. Non devo convincere nessuno, devo solo lavorare in un certo modo ed essere convincente per quello che è la risposta che devo avere dai calciatori, per la ricerca del risultato che devono mettere sul campo. Non so cosa pensa la società e chi mi deve giudicare, io so che ho dato quello che mi era possibile sempre in questo tragitto. Secondo me quelli con cui sono a contatto lo percepiscono che persona sei, come ti comporti e qual è il tuo sentimento. Penso che conti molto anche quello che è stato proposto sul campo, che si è visto e che è la risposta dei calciatori. E’ il tragitto che conta molto. C’è il percorso fatto, coi direttori e soprattutto coi calciatori ci si conosce da diversi mesi”.
Scherzando aveva detto che avrebbe arredato casa anche per l’anno prossimo. Spalletti vuole restare all’Inter?
“La casa la porto avanti perché deve essere più accogliente possibile perché non siamo tipi da mondanità. A casa passiamo molto tempo. Per quel che riguarda il mio futuro, ho detto prima che ci sono ancora tre partite dove possiamo valutare ulteriori cose, per cui aspettiamo queste per avere un quadretto più completo perché i risultati clamorosi nel calcio e nella vita hanno limiti più sottili. Si va di là più facilmente. Queste tre partite possono avere ancora un confine in cui ci può essere il risultato clamoroso”.
Risposte enigmatiche da parte di Luciano Spalletti, che a differenza di quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, non sembra avere ancora le idee chiare sul futuro. l tecnico di Certaldo ha riportato l’Inter a lottare per un obbiettivo, a 3 giornate dal termine, non accadeva da quasi 5 anni.Lo spogliatoio è unito e pronto a lottare per l’obbiettivo. Contro la Juventus si è vista una squadra coesa e compatta, pronta a dare battaglia, nonostante l’inferiorità numerica. E’ proprio questo quello che ha dato il tecnico toscano all’Inter, un’identità. Gli sfoghi di gennaio, ai tifosi al ristorante, sembravano ormai acqua passata, ma seguendo la conferenza odierna, la carica e la spinta che all’inizio dell’avventura lo contraddistinguevano sembrano esser scemate. Queste risposte non faranno che alimentare ulteriormente i dubbi sul futuro.