Indice dei contenuti
1 Spalletti: parole amare e velenose2 Le parole di Spalletti3 I giornalisti con chi parlano?4 Spalletti difende i tifosi, ma non spetta a lui5 Troppi spifferi in Corso Vittorio EmanueleSpalletti: parole amare e velenose
Ci pare opportuno approfondire alcuni passaggi della conferenza odierna di Spalletti. Passaggi che sono sintomatici del clima all’interno della società, sia durante le giornate convulse dell’ultimo mercato sia in relazione ad altre vicende societarie.
Le parole di Spalletti
Dice il mister:
“Per quanto mi riguarda, il vero smacco del mercato è non essere riuscito a proteggere i tifosi dalle false aspettative, perché poi vengono trasformate in grandi delusioni. Di questo ne risentono soprattutto gli sportivi e si crea un males-sere tra loro e chi lavora da dentro e ha a cuore il sentimento verso i nostri colori e la nostra squadra…
Non so come usano gli altri allenatori nei rapporti con le altre persone che sono qui, con me non parlate. Per cui non mi raccontate come sono io perché non lo sapete. Raccontate quel che immaginate o che vi pare.
Perché poi questo discorso dell’irresistibile fascino del creare casino vi garba di molto, ma raccontate voi stessi perché con me non parlate al telefono la sera. Per cui dovreste farmi il favore di non raccontarmi alla gente che vi guarda”.
I giornalisti con chi parlano?
“Io non ho mai detto che mi mancano calciatori….. Ora si va avanti a buttare avanti il più possibile perché sembra che sono in disaccordo con chissà chi. Io sono in disaccordo con me stesso perché devo fare di più. Noi da qui in avanti giochiamo nella dimensione in cui siamo. Nel discorso generale siamo a posto, il momento non va bene e vi dò ragione.
“Non dico che è colpa dei giornalisti, ma dico che non ho creato queste aspettative. Con me non parlate. Secondo me parlate con qualcun altro ma di quello ne parleremo con i direttori. Ci siamo anche venduti il fatto che non si va in Cina il prossimo anno, è vero ma è venuto fuori in una riunione. Ce lo siamo già venduti. Ma per noi è importante fare risultati… “
Spalletti difende i tifosi, ma non spetta a lui
Prima osservazione: la delusione del 31 gennaio alla chiusura del mercato non è figlia della società. La dirigenza sapeva benissimo che non c’era trippa per gatti per le ben note ragioni legate al FFP. Spalletti non ha chiesto nessuno (se non il difensore centrale mancante fin dall’estate). Poi però alla fine è lui che sente sulle sue spalle il peso della delusione dei tifosi, e si rammarica di non averli potuti proteggere. Ma questo non è il suo compito. Questa è materia dirigenziale, dell’Ufficio comunicazione o di altri settori societari, che fanno tante belle cose come i 110 articoli in vista del compleanno, ma quando si tratta di roba spinosa, sensibile per la pelle dei tifosi, scompare e lascia campo aperto alle illazioni più diverse provenienti da ogni dove. Tanto poi è il mister che ci mette la faccia.
Troppi spifferi in Corso Vittorio Emanuele
Seconda osservazione: ancor più grave, se vogliamo vederla fino in fondo di una gravità inaudita. Quando il mister dice “ci siamo anche venduti il fatto che non si va in Cina il prossimo anno, è vero ma è venuto fuori in una riunione. Ce lo siamo già venduti” afferma in pratica che ai vertici della società o comunque in posti delicatissimi c’è gente che lascia trapelare notizie che dovrebbero restare riservate.
E’ facile immaginare che la decisione di non andare in Cina sia stata presa in una riunione riservatissima tra le alte sfere della società. Allora chi è che spiffera? Chi è che rema contro?
Qualcuno ha mai letto notizie riservate uscire dalle sedi del Napoli o della Juve, del Milan o della Roma? Mai. Perché così deve funzionare in questi ambienti.
L’Inter no, non si fa mancare neanche questa, come se tutto il resto non bastasse. Il video del sito della Gazzetta di stasera parla della “talpa all’Inter”.E poi la gente si svena per il mancato arrivo di Pastore, senza prestare attenzione a macigni di questa portata.
Su queste cose la società deve fare chiarezza. Per i tifosi e soprattutto per Spalletti.