Derby: Montella risponde per le rime a Berlusconi
Durante una manifestazione a Campione d’Italia, Montella ha avuto modo di rispondere a Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva detto che se non fosse stato per la sua malattia, la panchina del Milan sarebbe rimasta a Brocchi.
Sulla Gazzetta dello Sport, il mister rossonero ha risposto con termini decisamente duri, considerata l’autorevolezza ed il ruolo dell’interlocutore:
“Berlusconi può dire tutto ciò che vuole, ne ha il diritto.
Le dichiarazioni che sono uscite però vanno contestualizzate, ma da parte mia ci sarà sempre massimo ascolto.
Ma il mestiere è il mio e le scelte devono essere autonome.
Mi piace ascoltare e elaborare i consigli, quelli di Berlusconi dello scorso anno non mi piacevano molto mentre altri li faccio miei e li utilizzo”.
E su Fassone che in giornata ha detto che il derby non sarà decisivo per la sorte della panchina rossonera, Montella risponde così:
“Sono contento che mi dimostri fiducia pubblica, ma mi basterebbe quella privata.
E’ improbabile aver deciso la formazione per il derby, mi mancano ancora 13 giocatori”.
Non c’è più la fiducia della società?
La risposta all’ex presidente Berlusconi non è caratterizzata dal bon ton istituzionale come si conviene tra un allenatore ed un Presidente della statura del Cavaliere.
Dire che i suoi suggerimenti non gli piacevano ed altri si, appare per lo meno irridente se non velatamente offensivo.
Ma quello che più sorprende sono le parole su Fassone.
Montella sa che ciò che si dice sui media spesso non corrisponde alla verità, che non può essere messa in pubblico sempre e comunque.
Il riferimento alla fiducia in privato che “gli basterebbe”, significa che lontano dai giornali questa fiducia non c’è.
Sembrerebbe dunque uno sfogo nei confronti di una dirigenza che parla sui giornali in una maniera ma nei fatti sarebbe già pronta al cambio di panchina in caso di sconfitta.
Insomma fra sponsor che lasciano e polemiche interne il clima pre derby in casa Milan non è dei più tranquilli.
Starà all’Inter saper sfruttare anche queste difficoltà.
Fonte: Gazzetta.it