Indice dei contenuti
1 Conferenza stampa di mister Luciano Spalleti sul pre partita di Inter – Spal2 Domande dei tifosi in pre conferenza: “lo scorso anno si è manifestata discontinuta di rendimento, sta cambiando questa cosa?”3 Inizia la conferenza stampa pre Inter-Spal4 Preparazione alla partita complicata visto i vari giocatori in nazionale, siete riusciti a recuperare?5 L’inter storicamente quando ha vinto ha avuto in panchina un uomo forte, ti riconosci in questa figura?6 Cosa devono pensare i giocatori e qual’è l’obiettivo stagionale per questa squadra?7 Ieri Perisic ha rinnovato e l’ha citata dicendo che con lei potrà crescere molto di più, che ne pensa?8 Che cos’è l’Inter per lei, cosa sente dentro?9 Quali sono le maggiori insidie della partita di domani? può commentare l’addio al calcio di Cambiasso?10 Gagliardini o Vecino?Conferenza stampa di mister Luciano Spalleti sul pre partita di Inter – Spal
Conferenza stampa Spalletti | Mister Spalletti interviene in sala stampa per rispondere alla domande dei giornalisti sul pre partita.
Domande dei tifosi in pre conferenza: “lo scorso anno si è manifestata discontinuta di rendimento, sta cambiando questa cosa?”
Se vogliamo tornare in europa, il percorso parte da qui, dalle patite relativamente “semplici” a cui bisogna prestare la massima attenzione.
“C’è lo spirito giusto, si vede dai tifosi presenti allo stadio ma il merito non è mio, è di Mourinho, di Materazzi, di Bergomi e di tutti quelli che hanno fatto la storia dell’Inter, dobbiamo dare continuità a questo”.
Inizia la conferenza stampa pre Inter-SpalPreparazione alla partita complicata visto i vari giocatori in nazionale, siete riusciti a recuperare?
“Non è stata complicata, la preparazione inizia dal primo giorno, la squadra deve essere già ben aggregata, chi và in nazionale è perchè ha qualcosa in più e bisogna che lo dimostrino anche se non ci sono stati allenamenti per mettere a punto delle cose”.
“La rifinitura è stata usata per mettere a punto delle cose ma sono sicuro che faremo una buona prestazione”.
L’inter storicamente quando ha vinto ha avuto in panchina un uomo forte, ti riconosci in questa figura?
“Nel calcio c’è una legge, quelli presuntuosi vengono puniti, e nessuno qui pensa di essere mgliore di altri, ci sono moltissime persone che lavorano all’Inter e ci mettono in condizione di sviluppare il nostro lavoro”.
“I miei collaboratori mi aiutano tantissimo, mi fà piacere tu abbia citato Mourinho perchè è quello che ha gettato le basi affinchè domani ci siano 60.000 spettatori.
“Io non c’entro niente perchè loro (i tifosi) sono qui per la storia dell’Inter, sta a noi rispettare questa storia e far vedere che siamo degni di questo tifo”.
“Se vogliamo fare bene questa professione bisogna lasciare un segno come chi ha fatto la storia dell’Inter, domani occasione importante per essere cominciati a considerare come quei calciatori che hanno contribuito a generare questa passione”.
“Io non devo motivarli, le motivazioni devono trovarle da soli, per essere ricordati ed apprezzati dal pubblico”.
Cosa devono pensare i giocatori e qual’è l’obiettivo stagionale per questa squadra?
“Si devono creare i presupposti per far si che non si riparta da zero il prossimo anno, tutti devono dare il massimo, se un giocatore pensa di valere 10 per me vale 12, ma quel calciatore non deve mai scendere sotto al suo massimo”.
“Se vogliamo andare in champions come obiettivo per me va bene, ma c’è bisogno che tuutti diano il proprio massimo fno alla fine, a livello fisico e mentale”.
Ieri Perisic ha rinnovato e l’ha citata dicendo che con lei potrà crescere molto di più, che ne pensa?
“Il merito del rinnovo và alla società, hanno fatto un grandissimo lavoro, Perisic oltre ad essere un campione è un bravissimo ragazzo e questo conta molto”.
“Il capitano è uno, quello che si mette la fascia ma poi all’Interno della squadra ne serve più di uno e Perisic per me è un capitano, una persona grandiosa ma deve dimostrarlo sul campo con i numeri, perchè noi abbiamo bisogno dei numeri di Perisic”.
“Sta lavorando tanto, per la squadra, i suoi rientri sono da giocatore che gioca per la squadra, aiuta i compagni e deve migliorare ancora di più”.
Che cos’è l’Inter per lei, cosa sente dentro?
“Io sono uno d’azione, per essere un uomo d’azione devi essere uno che ha sentimento per le cose che ci circondano, faccio questo lavoro perchè sono innamorato del calcio, sono innamorato dei calciatori che per me a volte diventano un’ossessione”.
Cosa pensi quando l’Inter viene inserita per la lotta scudetto e cosa pensa dei risultati ottenuti nelle prime due giornate?
“I risultati creano una risonanza maggiore, le partite però si possono vincere o perdere, l’importante è far vedere che sappiamo qual’è la strada dove vogliamo andare, bisogna migliorare sempre e comunque al dilà dei risultati”.
“Voi giornalisti riuscite a creare il fenomeno ed il fallito, noi vorremmo parlare di squadra ma voi parlate sempre di obiettivi, l’obiettivo è come riesci a lavorare.
“Per arrivare allo scudetto bisogna migliorare di 50 punti, io di fare promesse in tal senso non me la sento, se voi volete dirlo ok ma di certo io punto a vincere le partite, senza accontentarsi mai”.
“Ci sono troppi punti di differenza rispetto alle prime 4 dello scorso anno, dobbiamo portare a casa risultati, soprattutto nelle partite come quelle di domani che sono insidiose, bisogna mettere il timbro sulle partite, al dilà del risultato”.
Quali sono le maggiori insidie della partita di domani? può commentare l’addio al calcio di Cambiasso?
“Sono contento di non ritrovarmelo più davanti perchè era ovunque nel campo, avendolo affrontato da avversario ovunque c’era Cambiasso, ora si parla del suo futuro da allenatore, speriamo sia cosi almeno viene ad insegnarci qualcosa”.
“L’insidia maggiore è sottovalutare la partita, loro sono preparati e ci metteranno in difficoltà ma dobbiamo essere bravi a trovare gli spazi per andare in attacco”.
Gagliardini o Vecino?
“Gioca Gagliardini! è dal martedi dopo la Roma che lui sà di giocare, mi fido di Gagliardini, se non l’ho fatto giocare è perchè avevo bisogno di un giocatore diverso”.
“Io faccio scrivere ad ogni giocatore la formazione ideale, tutti hanno scritto i loro 11, il giocatore impotante è colui che anche se parte dalla panchina non si lamenta ma anzi quando entra cambia la partita”.
“J. Mario è stato eccezionale in queste due partite, è entrato dalla panchina è ha fatto quello che doveva fare, spaccare la partita e dare apporto offensivo”.