Joao Mario, il Ninja nerazzurro che ha stregato Spalletti

Indice dei contenuti

1 Focus su Joao Mario, il portoghese che ha stregato Luciano Spalletti e tutto l’ambiente nerazzurro2 Gli esordi3 Le parole della “Rosea”4 Titolare contro la Spal5 Pseudo-leader6 Un Ninja nerazzurroFocus su Joao Mario, il portoghese che ha stregato Luciano Spalletti e tutto l’ambiente nerazzurro

Focus sul numero 10 di casa Inter: Joao Mario, “il Ninja” nerazzurro.

Gli esordi

Si sono alternati alti e bassi dal suo arrivo a Milano. Il primissimo Joao Mario è stato per l’Inter un amuleto, difficile vincere senza di lui. Poi il lento regresso dovuto soprattutto allo stato di sciagura generale dell’intera squadra.

Un po’ come cercare sicurezze nella tana del caos, perché nel frattempo all’Inter si sono avvicendati de Boer, Pioli e Vecchi. Tre allenatori con tre diversi credo.

Poi il clima di contestazione nell’ambiente circostante e uno spogliatoio frastagliato dalla mancanza di polso di una classe dirigente anch’essa travolta dal cambio di proprietà.

Fattori che inducono a pensare come l’impatto di Joao con il mondo Inter sia stato quasi traumatico. Problematiche che hanno contribuito a confondere la sua classe, mai a cancellarla.

Perché nonostante tutto l’ex Sporting Lisbona ha spesso acceso San Siro con lampi di luce figli di una sorgente ben precisa. Chi conosce e mastica calcio sa che certe giocate non sono frutto del caso.

Le parole della “Rosea”

«È il momento di Joao Mario. Dalle prove tattiche di ieri – primo allenamento al completo con il rientro anche di Mauro Icardi – è emersa la conferma che contro la Spal il ruolo di trequartista sarà il suo.

E per la prima volta in campionato partirà titolare. Come ha dichiarato Luciano Spalletti, Joao possiede un “caratterino” che poco traspare dall’esterno.

Con quella numero 10 sulle spalle si addice poco e poco lo si nota. “Invece l’allenatore di Certaldo – scrive la Gazzetta dello Sport – apprezza la sua capacità di andare a pressare alto il mediano avversario, le sue gambe che sono ben strutturate per sopportare anche lunghe corse senza perdere di intensità.

E poi, con la palla tra i piedi, la capacità di mandare in porta Icardi o nello spazio Candreva e Perisic. Joao non ha ancora mostrato un rendimento da Inter per l’intermittenza delle sue prestazioni.

Certe volte il portoghese si assenta dalla partita. Inconcepibile per tutti gli allenatori, figurarsi per Spalletti che loda due come Borja Valero e Vecino perché iniziano e finiscono ogni gara con la stessa intensità. Domani contro la Spal ecco quindi l’occasione per il portoghese”. 

Nelle prime due uscite il portoghese ha inciso entrando dalla panchina “segnali di un professionista che si fa trovare pronto anche se chiamato a partita in corso.

In questa settimana è tornato poi protagonista diretto con il Portogallo giocando titolare sia contro le Far Oer (quasi un’ora in campo) sia contro l’Ungheria (tutta la partita) partendo da sinistra con la sua numero 10”.

“Adesso toccherà a lui. Come dice Spalletti, a centrocampo senza un Nainggolan o un Vidal, si userà ‘il folto che ruota molto’.

Definizione coniata più per Brozovic che per Joao Mario. Ma una definizione che rende bene l’idea di come in mezzo le rotazioni saranno fondamentali in assenza di un vero regista basso da sistemare davanti alla difesa e di un vero trequartista che inventi gioco alle spalle di Icardi”.

E così nella batteria dei centrocampisti Joao Mario dovrà anche contribuire alla causa-gol. L’anno scorso furono 3 (contro Pescara, Palermo e Cagliari).

Quest’anno dovranno essere di più, si spera, e magari contro avversari di rango superiore visto che due delle squadre a cui ha segnato hanno lasciato la Serie A».

Titolare contro la Spal

La scintilla c’è sempre stata, ciò che manca adesso è accendere un fuoco costante e questo sarà compito di Luciano Spalletti, bravo nel dosare Joao Mario nelle prime due giornate.

Fiorentina e Roma hanno evidenziato l’ottimo stato di forma del portoghese, che contro la Spal partirà invece dal primo minuto.

A svelarlo è stato proprio il tecnico nerazzurro alla GdS:

«Mi piace Joao Mario, ultimamente decisivo partendo dalla panchina. Ha mostrato un certo caratterino da leader, sa aggredire il mediano avversario, da trequartista lo fa bene, e contro la Spal giocherà lui».

Pseudo-leader

Parole semplici e di facile lettura, che forse per la prima volta descrivono bene anche la personalità di un ragazzo troppe volte apparso timido, non solo in campo.

Tanto per intenderci, parliamo di un ragazzo che è sempre stato capitano nel corso della sua trafila allo Sporting.

Gli allenatori del passato ne hanno sempre riconosciuto le qualità di faro, ma l’Inter può essere un mare in tormenta, dove imporsi è sempre complicato.

Un Ninja nerazzurro

Joao Mario sta crescendo e la sensazione è che Spalletti possa indicargli la rotta. Manca ancora una corposa dote di veleno che possa garantirgli di pungere e far male con maggiore costanza all’interno di ogni singolo match.

I colpi non mancano, ma la cattiveria non è ancora quella giusta. Nel mirino c’è quel Nainggolan che l’Inter ha a lungo rincorso:

Le doti tecniche del belga – almeno nello stretto – non sono superiori a quelle del portoghese, ma sarà necessario mettersi in pari con la fame di prevalere sugli altri.

Inoltre il classe ’93 dovrà migliorare anche sotto-porta: tre gol in 32 presenze, la scorsa stagione.

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