De Boer in “buona” compagnia
Quello di parlar male dell’Inter dopo averne goduto dei benefici (leggasi stipendio) è uno sport che inizia ad essere troppo frequentato dagli allenatori.
Fino ad oggi erano Benitez e Gasperini a dilettarsi nella prova.
Uno si lamenta da anni per i mancati acquisti, l’altro ancora non si sa, visto che riuscì a fare quattro sconfitte e un pareggio tra campionato e Champions, con la perla delle tre sberle prese dal Novara di Meggiorini e Rigoni.
Due signori che vero, furono esonerati in malo modo, ma entrambi si erano assai impegnati per giungere a quel risultato.
E non appena allontanati, non uno che abbia avuto ritegno, almeno per l’ingaggio percepito.
Subito botte da orbi nei confronti dei giocatori, dei tifosi, dei dirigenti nerazzurri.
Ora si cimenta nell’ardua prova anche De Boer con la tesi che all’Inter aspettano solo vittorie e che il pareggio non è mai abbastanza.
Già l’affermazione del mister olandese suona almeno strana (ci trovi lui un pubblico di una grande squadra che si accontenta dei pareggi).
Ma ricorda i risultati di Milano?
Dopo di che occorre ricordare a questo mago della panchina che nei pochi mesi milanesi riuscì a perdere con Chievo all’esordio e a pareggiare a Palermo per 1-1 la seconda per poi passare, dopo alcune giornate migliori, alla sconfitta interna con il Cagliari e a quelle esterne con Samp e Atalanta oltre al pareggio interno col Bologna.
Più o meno lo stesso percorso che sta riproponendo quest’anno al Crystal Palace, fermo al malinconico zero punti dopo tre turni di Premier.
Prossimo impegno per la squadra di De Boer la trasferta in casa del Burnley.
Dovesse andar male anche quella, sentiremo di nuovo la solita litania “il mio progetto è difficile da attuare, mi serve tempo e fiducia”.
Provi a chiedere ai tifosi del Crystal Palace se la pensano come lui.