“L’uomo dei sogni” della Gazzetta
L’uomo dei sogni una volta arrivava sul cavallo bianco.
Oggi anche nelle immaginazioni notturne più a buon mercato compare minimo su un SUV di otto metri per tre.
Bello, alto, ricco sfondato.
Così se lo immaginano tutte le fanciulle più o meno attempate , che sperano di veder scendere dal macchinone solo per loro Vacchi, Di Caprio, il rapper di moda o altre star del genere.
Oggi Spalletti
“L’uomo di sogni” titola oggi la Gazzetta dello Sport a proposito di Luciano Spalletti, capace di riaccendere l’Inter dopo anni di torpore e malcelate disillusioni.
Siamo solo al termine del precampionato, il calcio vero deve ancora iniziare.
Ma per i sogni non c’è data, non c’è scadenza, ed i tifosi nerazzurri ne erano a corto da diverso tempo.
I sogni costano anche poco, quasi niente.
La sponda nerazzurra di Milano ne sta facendo incetta come colui che si trova un portafogli gonfio davanti ad un supermarket dopo una vita di stenti.
Non si offenderà il mister di Certaldo se diciamo che non ci sembra un adone che non ha il “physique du role” per invadere i sogni delle ragazzine.
Ma anche gli interisti avevano fame di sogni e lui li sta sfamando.
A poco a poco, boccone dopo boccone con la serietà del suo lavoro, l’entusiasmo che sta dimostrando per i colori e con i primi risultati.
Un uomo dei sogni ancora da realizzare, ma che è sulla buona strada.
Ieri Zlatan Ibrahimovic
C’è un altro personaggio che invece i sogni nerazzurri li ha fatti diventare realtà.
Alla Gazzetta non lo ricordano più, neanche con l’aiuto dell’informatica.
Agli interisti più dotati di memoria non sfugge invece che proprio quel titolo, “l’uomo dei sogni” la rosea l’aveva riservato ad un altro nerazzurro, il 19 maggio 2008, il giorno dopo che Zlatan Ibrahimovic con due zampate memorabili aveva regalato all’Inter lo scudetto numero 16 nell’uragano di Parma.
Quel giorno Zlatan fu proprio il principe che trasformò l’incubo in sogno.
L’incubo che vedeva la Roma campione d’Italia fino a metà ripresa.
Fino a che, vedendo come andavano le cose, alzò le nobili chiappe dalla panca parmense e disse nel suo italiano stentato qualcosa di simile a “ghe pensi mi”.
Ibra i sogni nerazzurri li ha interpretati tutti e li ha resi tangibili per tutti i tifosi, tranne uno, la Champions, che resta un sogno anche per lui.
I sogni sono duri a morire
Lo scrittore Paulo Coelho ha detto che “nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni”.
Il grande cuore nerazzurro di sofferenze ne ha provate parecchie in questi anni, ma non per questo ha smesso di inseguire i propri sogni.
Ieri con l’aiuto di Ibra, oggi con Spalletti.