Dalbert, il terzino brasiliano che finalmente è arrivato a Milano, è l’uomo giusto per il gioco di Spalletti
Dalbert è finalmente giunto a Milano. Una trattativa durata a lungo che ha portato però al risultato sperato con Tuttosport azzarda in prima pagina il confronto con Maicon.
Domani, dopo le visite mediche di rito, potrà apporre la firma e prendere parte nel pomeriggio al primo allenamento con la squadra.
Una lunga attesa, ma perché l’Inter non ha mai sondato altre alternative? Il motivo potrebbe essere semplice, ma non si tratta sicuramente del fatto che la dirigenza non sapesse su chi poter virare.
Sabatini e Ausilio, a detta di Luciano Spalletti, hanno svolto un gran lavoro fino a ora. Parole che che fanno bene all’ambiente e che sottolineano una sinergia a più livelli.
Per qunato riguarda le capacità tecniche, si tratta di un esterno dotato di grande corsa e di un piede educato. La fase di spinta è sicuramente la sua dote migliore, assieme ai cross e alle penetrazioni in area.
Non è assolutamente crudo alla fase difensiva, anche perché l’esperienza in Ligue 1, è stata di certo propedeutica per l’impiego in serie A.
Anche se il prezzo potrà sembrare troppo alto, pechè si paral di circa 20 milioni di euro, questo è stato valutato adeguato soprattutto per il fatto che il ragazzo sia un classe 93, con ampi margini di miglioramento.
Un diamante grezzo insomma, su cui dover lavorare. Poi ovviamente, meccanismi di gioco a parte, dovrà inserirsi al meglio nel gruppo già esistente, dimostrando di meritare il posto da titolare.
Cosa non del tutto scontata, anche alla luce di quanto detto ieri da Spalletti, al termine della partita Inter Villareal.
Di seguito le parole del tecnico: ” non è che si prende Dalbert per mandare via qualcun altro… ho sentito dei fischi prima per Nagatomo… il ragazzo è perfetto nell’assetto tattico ed è un gran professionista…“.
Parole che fanno riflettere e che danno ulteriore importanza al lavoro fatto per creare unione e coesione all’interno dello spogliatoio.