I retroscena dell’ addio di Mancini
Ora è anche ufficiale: Roberto Mancini non è più un allenatore dell’ Inter. Il club nerazzurro ed il tecnico jesino hanno posto fine ad un rapporto deterioratosi sin da gennaio scorso, quando la squadra ha avuto un incredibile flessione che l’ ha portata dal primo posto al quarto posto finale. Cominciano a spuntare, come era prevedibile, i primi retroscena su quello che è un addio che comunque fa rumore e che divide i tifosi dell’ Inter tra chi voleva ancora Mancini sulla panchina nerazzurra e chi lo avrebbe esonerato già due mesi fa.
50 milioni più Gabbiadini per Icardi e la risposta del Mancio
A riportare questi retroscena è l’ esperto di mercato Alfredo Pedullà, che svela anche la trattativa per Mauro Icardi ed un’ offerta del Napoli con relativa opinione dell’ allenatore: “Era già tutto deteriorato da settimane, forse mesi. E qualcuno pensava che si stesse scherzando con le notizie, ma con le notizie non si scherza. Mancini ha capito di essere di troppo quando sono circolate le prime voci su Simeone predestinato per l’estate 2017. E con un contratto in scadenza ha capito che avrebbe fatto da ponte. Le ultime presunte trattative sul rinnovo dell’impegno sono state una situazione di facciata, ormai il rapporto era alla frutta. Ai cinesi l’atteggiamento non è piaciuto, a Thohir ancora meno. E a quel punto Thohir ha staccato gli interruttori, altro che “Mancini nostro fuoriclasse”. La storia del mercato non gestito in prima persona ha acuito la frattura tra allenatore e club, Candreva è stato uno “zuccherino” che oggi equivale a una vittoria di Pirro. I frequentatori delle segrete stanze narrano di un Mancini assolutamente lontano dai metodi e dalle interpretazioni di Mauro Icardi. Al punto che quando gli hanno soffiato che il Napoli avrebbe offerto Gabbiadini e 50 milioni, l’allenatore avrebbe strabuzzato gli occhi come a chiedere “Ma ci state pensando ancora?”. Mentre i cinesi tenevano duro, vedremo se lo faranno ancora, perché ritenevano e ritengono un clamoroso autogol cedere il capitano e l’attaccante del presente e del futuro nei primi mesi dal loro insediamento. Insomma, troppo lontani Mancio e l’Inter per poter resistere ancora. Se non lo avessero fatto in queste ore, il problema si sarebbe proposto tra tre o quattro settimane. Era scritto, ci abbiamo lavorato, non volevamo certo “scherzare” con le notizie. Adesso non resta che attendere il comunicato, domattina incontro per mettere a posto le ultime cose e per ufficializzate un addio, credeteci, non tanto a sorpresa. Almeno per noi”.