Niente da fare: l’Inter non riesce a rinforzare il suo centrocampo nell’ultimo giorno di mercato, e continua a lasciare invariate le sue lacune.
Nulla da fare: l’Inter, nonostante gli ultimi assalti, non riesce ad accaparrarsi un rinforzo degno per il suo centrocampo. L’unica consolazione per la mediana nerazzurra è Ever Banega, centrocampista argentino che si svincolerà dal Siviglia a metà Febbraio e che potrà accasarsi alla corte di Mancini. Già, Mancini: ancora una volta accontentato sul capriccio Eder, ancora indeciso su chi far giocare, su chi mandare via e su chi tenere come punto fermo del suo progetto. Via Montoya, Dodò, Vidic, Ranocchia e Guarin, giusto per sfoltire la rosa e per dare al difensore italiano la possibilità di rifarsi a Genova. Via il colombiano, che, per quanto impreciso nei tiri e imperfetto nelle sue prestazioni, poteva ancora essere tenuto, anche per avere una soluzione in più, con Medel, Brozovic, Kondogbia e Melo in stato pietoso. Fortunatamente non ci sono stati eccessivi stravolgimenti, ma non è neanche arrivato il tanto agognato doppio colpo terzino-regista : saltati Lodi, Soriano e Widmer in un colpo solo. Il solo Eder non basterà a raddrizzare la situazione, sebbene, nel derby, l’attaccante italo-brasiliano sia stato una delle poche note positive. Non era l’attacco il reparto da puntellare (perché, in linea di massima, là davanti l’Inter è a posto). Ancora una volta, il mercato ha portato giocatori che oggettivamente servono a poco. Resta solo da sperare che Brozovic torni quello di un paio di mesi fa, e che la difesa torni a fare la difesa. Inutile dire che ci si è ridotti, per la disperazione, a elemosinare all’ultimo minuto Soriano e Lodi. Sorvoliamo per non dover sottolineare la vergogna e lo stato di sbando in cui versa la dirigenza dell’Inter, per vedere queste scene di incoscienza, per la serie “prendiamo uno così, a caso, basta che compriamo qualcuno a centrocampo”. Una squadra vincente non si può permettere di ragionare così.
Che resta da dire? Una squadra senza anima, che mira a un piazzamento Champions, deve al più presto ritrovare lo spirito di gruppo che prima aveva e che tanto beneficio aveva apportato alla classifica e alle prestazioni nerazzurre. Ecco, il più grande acquisto dell’Inter potrà essere solo e soltanto il gruppo: ritrovare fiducia nei propri mezzi e voglia di vincere. E magari tornare a pensare con i piedi ben saldi a terra, perché no. Mancini sente il fiato sul collo di un sostituto, perché per Thohir la pazienza non è infinita. E le voci di un possibile tentativo con Mourinho e Simeone sono tutt’altro che fuffa: Mancini deve far rendere i suoi per quel che è stato speso, e alla svelta, perché in 3 settimane si è passati da primi a quarti, con un gioco orribile e con una fragilità difensiva da mettersi le mani nei capelli. È ora che Mancini faccia vedere ciò che tutti si aspettano, dopo aver rigirato l’Inter come un calzino con una spesa complessiva che si avvicina ai 150 milioni di euro. Altrimenti, sarà difficile continuare a riporre fiducia nei suoi confronti. E ci sarà ben poco da appellarsi ad arbitri e campagne acquisti scadenti.